Per l’angolo recensioni, quest’oggi vi proponiamo Middle Earth: Shadow of Mordor. Questo gioco prodotto da Monolith Productions e Behaviour Interactive è stato recensito per PC, anche se sottolineo la sua natura multi-platform.

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Shadow of Mordor colpisce sin dal primo minuto per la sua grafica, si passa dai colori brillanti del tutorial rispecchianti una giornata serena di scherma tra padre e figlio, ad una tonalità scura carica di brutalità e angoscia. I poligoni sono dettagliati in modo maniacale e con il set di Texture HD, raggiunge un livello del tutto nuovo per i GDR a mondo aperto, soprattutto se pensiamo che il videogame è stato prodotto  per mettere alla prova le nuove schede video TITAN, uniche capaci di sfruttare le piene potenzialità del titolo.

Ma questo piccolo capolavoro non è solo bellezza visiva, questo tipo di precisione di sviluppo lo ritroviamo in qualsiasi dettaglio, infatti il comparto sonoro è invidiabile, con doppiaggi eccellenti che rispecchiano appieno l’atmosfera di gioco. Le musiche ispirano i combattimenti brutali, soprattutto negli scontri con le cariche più alte dell’esercito di orchi di Mordor.

Il titolo si ambienta totalmente oltre il Cancello Nero di Mordor, nelle terre brulicanti di orchi che riempiono le fila dell’esercito di Sauron. Il compito del protagonista sarà proprio quello di sfoltirle e sabotando i piani del signore oscuro, compiere la sua vendetta.

Il sistema di combattimento dà la sensazione di già visto, infatti ricorda molto quello della serie Arkham sul supereroe Batman, ma nel complesso si dimostra solido, divertente e migliorato. Le finisher sono brutali e innumerevoli, molte delle quali terminano con decapitazioni in slow motion… un vero piacere per i videogiocatori più sanguinari, meno per quelli che guardano al di là dell’effetto spettacolare e alla sostanza in quanto potrebbe sembrare semplice e ripetitivo. Le opinioni negative sono comunque messe alla prova dalle tantissime scene in cui i riflessi del giocatore sono messi alla prova dalla pressione di tasti e movimenti del mouse particolari.

La storia può sembrare abbastanza lineare ed anche piuttosto breve, ma è il contorno a rendere Shadow of Mordor un’opera unica; infatti è qui che si nasconde la nuova generazione videoludica, in ciò che viene chiamato NEMESIS SYSTEM. Questo nuovo “algoritmo” permette di rendere gli eventi largamente casuali, con la generazione di ceppi orcheschi sempre diversi. Infatti le abilità, il carattere, lo stile dei vari capitani cambierà in base alla scelta del giocatore, ai suoi successi e soprattutto fallimenti. Molte volte capita che il giocatore fallisca in un assassinio ed immediatamente parte la catastrofe, l’orco che assesta il colpo di grazia diventa più forte, temibile e furbo. Con un paio di fallimenti iniziali, magari dettati da una scarsa pianificazione dell’attentato, la difficoltà del gioco compie un salto interessante, aumentando notevolmente la rigiocabilità.

Unica pecca di Shadow of Mordor è la scarsa presenza di contenuti sbloccabili mista a un poco profondo sistema di avanzamento del protagonista, che in poco tempo può diventare un vero e proprio Terminator. Il tutto però viene nascosto da un sistema di collezione rune che, essendo collegato al sistema nemesi, risulta appagante.

Shadow of Mordor segna ufficialmente l’inizio della nuova generazione videoludica, un inizio entusiasmante che speriamo sia ricco di soddisfazione per il popolo dei videogiocatori. Ben fatto Warner Bros, in questo round hai dominato, riportando agli antichi splendori la serie de “Il Signore degli Anelli”.

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