NAPOLI – A Michele Patrizio Sagliocchi , imprenditore del settore petrolifero e immobiliare , sono stati sequestrati beni per oltre 40 milioni di euro, tra cui la struttura del Cinema Posillipo.
Secondo la Guardia di Finanza, l’imprenditore ha intrattenuto relazioni continuative con la criminalità organizzata campana e risulta collegato al clan dei Casalesi, capitanato da Michele Zagaria e alla famiglia Bidognetti.
Ma, dopo la chiusura estiva, il “Teatro Posillipo”, ex cinema, si prepara alla riapertura prevista per Venerdì 10 Ottobre.
Il sequestro della struttura, infatti, sarebbe unicamente amministrativo e i gestori del locale rivendicano i loro diritti.
<<Il provvedimento giudiziale non ci riguarda.– spiega Maurizio Cariello, attuale gestore della struttura – Noi abbiamo un regolare contratto di fitto, stipulato oltre otto anni fa. Nel corso di questo tempo abbiamo sempre sostenuto direttamente i costi dei lavori e portato avanti la nostra attività come “Teatro Posillipo”, nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia. Siamo determinati a difendere l’investimento economico che, con tanti sacrifici, abbiamo fatto. Il tutto come sempre nel rispetto delle leggi e fiduciosi nell’operato della magistratura.>>
Il sequestro della struttura è infatti “fiscale” e si concentra unicamente sulle mura e la proprietà dell’immobile, senza andare ad intaccare la gestione stessa.
Ma il Teatro Posillipo si è dovuto misurare con la legge altre volte: nel 2013, infatti, la Polizia Municipale di Napoli ha accertato degli sversamenti abusivi in un canale naturale e in mare, che hanno portato al sequestro della struttura.
Nonostante ciò, il locale si prepara a riaprire domani, ma l’ansia e il nervosismo si palesano sui volti del personale dipendente, che pretende di saperne di più sulla vicenda, a causa dei posti di lavoro che si perderebbero con la chiusura ufficiale dell’edificio.

Chiara Esposito