L’Ucraina, nonostante sia sotto una tregua con i separatisti filo-russi, non sembra essere ancora in pace, con varie schermaglie e attriti con ormai la sempre più indipendente Crimea.

Le violazioni della tregua in Ucraina

Le accuse vengono fatte tra le due parti continuamente, ognuna non volente di ammettere che, forse, la tregua non la si vuole rispettare:
ieri i separatisti, per bocca del ministero della Difesa dell’autoproclamata repubblica popolare di Donetsk, hanno dichiarato che, a Donetsk, sarebbero morti due civili per un proiettile dell’artiglieria ucraina, che ha colpito il ristorante Katran nel quartiere Kuibishevski, mentre, l’Ucraina, per bocca del suo ministero degli esteri, accusa che la tregua è stata violata in oltre 1300 occasioni dal 5 settembre, quando venne firmata la tregua.
Secondo sempre Kiev, nel periodo di tregua, sono morti 64 soldati e 355 sono rimasti feriti, aggiungendo, tra l’altro, 36 civili morti.

I provvedimenti che separano l’Ucraina

Forse per questo, tra i due schieramenti, vengono presi provvedimenti che denotano la sempre più forte separazione dell’Ucraina:
a Kiev, il Presidente Petro Poroshenko ha firmato la legge che venne votata a metà settembre, la quale esclude dai pubblici uffici chi è ritenuto compromesso con il vecchio presidente Viktor Ianukovich.
Si teme che i coinvolti dal provvedimento saranno più di un milione di persone.

Nella Repubblica di Donetsk, invece, Serghiei Aksionov, che è stato uno dei principali artefici dell’unione della Crimea alla Russia, anche grazie al referendum, è stato eletto da tutti i 75 deputati del parlamento locale della Repubblica di Donetsk come presidente.
Il nome di Aksionov è stato scelto da una terna di nomi proposti da Vladimir Putin, presidente della Russia, proprio come previsto dalle legislazione del paese.

Verranno risarciti coloro colpiti dalle sanzioni

E nel frattempo, in Russia, è stata approvata in prima lettura, dal parlamento, la legge che dovrebbe risarcire le imprese e le persone che sono state colpite dalle sanzioni europee e americane, oltre al sequestro degli asset stranieri in Russia con relativo indennizzo.

Il progetto di legge, però, non è stato approvato con una grande maggioranza, con 233 voti a favore e ben 202 contrari, incontrando anche l’opposizione del ministro dello sviluppo economico Alexiei Uliukaiev, che ha criticato aspramente la proposta di legge, affermando che:
“un’assicurazione latente per gli asset all’estero” e incoraggerebbe “alle fughe di capitali dal paese“.

 Fabio Scala