Thomas Duncan, il cosiddetto paziente zero che per primo aveva sviluppato i sintomi del virus ebola in America, è morto poche ore fa.

L’emittente televisiva NBC, dopo averne annunciato la dipartita, fa sapere che una delle ultime persone entrate in contatto con Duncan ha presentato i sintomi della malattia.
Si tratterebbe di un dipendente dell’ufficio dello sceriffo della contea di Dallas, ricoverato con urgenza in ospedale, ma per il risultato delle analisi bisognerà aspettare i prossimi giorni.

Come il virus è entrato con Thomas Duncan

Nel frattempo è stato possibile ricostruire il come Thomas Duncan abbia contratto il terribile virus. Trovandosi a Monrovia, in Liberia, l’uomo avrebbe accompagnato in ospedale la figlia di alcuni suoi amici, contraendo così la malattia. I sintomi, che in genere si presentano già dopo un paio di giorni, hanno tardato a manifestarsi, consentendo così a Duncan di rientrare negli Stati Uniti e recarsi solo il 26 settembre in un pronto soccorso di Dallas, per poi essere ricoverato due giorni dopo in stretto isolamento.

A fronte dell’emergenza scatenata dall’ebola, il governo degli Stati Uniti ha deciso di creare una rete di controlli ad hoc nei maggiori aeroporti americani, misurando la temperatura a tutti i passeggeri provenienti dai Paesi maggiormente colpiti dal virus: Sierra Leone, Guinea e Liberia.

Il virus ebola in Spagna

Spostandoci sul fronte europeo, nuove notizie giungono dalla Spagna. Teresa Romero, l’infermiera che per prima ha contratto la malattia in Europa, sta perdendo la sua battaglia contro l’ebola. Per volere della paziente, fanno sapere dall’ospedale Carlos III di Madrid, i dettagli della cartella clinica della Romero non sono stati diffusi, ma quel che è certo è che le sue condizioni si sono aggravate nel corso delle ore.

Intanto è stato anche ipotizzato il come l’infermiera abbia contratto la malattia: si pensa, affermano i medici del Carlos III, che Romero sia stata contagiata strofinandosi il viso con un guanto infetto mentre sfilava la tuta che era solita utilizzare durante il trattamento di Manuel Garcia, il missionario morto il 25 settembre scorso e che aveva contratto la malattia in Africa.

Questo, ovviamente, è uno degli scenari plausibili ipotizzati dal Carlos III, ma quel che è certo è che le autorità spagnole stanno facendo di tutto per contattare chiunque sia entrato in contatto con Teresa Romero nei giorni scorsi.

Abbattuto il cane dell’infermiera

Nel frattempo Exalibur, il cane dell’infermiera, è stato abbattuto poche ore fa. Si temeva che l’animale potesse aver contratto il virus dalla sua padrona e a nulla sono servite le proteste e la mobilitazione di centinaia di persone per salvare la vita del cane.

Exalibur è stato abbattuto nel laboratorio di Sicurezza Biologica della Facoltà di Veterinaria dell’Università Complutense di Madrid, per poi essere trasferito all’inceneritore di Paracuello del Jarama, a pochi chilometri dalla capitale spagnola.

Maria Stella Rossi