Dopo mesi di attesa la Corte EDU(corte Europea dei diritti dell’uomo) si è pronunciata sul caso degli embrioni scambiati al Pertini lo scorso anno, rigettando il ricorso presentato dalla coppia i cui embrioni sono stati impiantanti per sbaglio nell’utero di un’altra donna.

Secondo la Corte EDU, la coppia, che nel ricorso aveva preferito indicarsi con le lettere X e Y, non avrebbe ancora utilizzato tutte le possibilità offerte dalla giurisdizione italiana e, per tale motivo, l’appello è stato rigettato.

La Corte EDU, dunque, ha ammonito i genitori naturali dei gemelli nati il 3 agosto, consigliando loro di permettere allo Stato italiano di poter rimediare ai propri errori.
Difatti, la coppia non ha mai presentato alcun ricorso né civile e né penale per accertare la responsabilità del personale medico del Pertini e dell’ospedale stesso, ma si è sempre e solo battuta per poter avere i bambini, partoriti per uno strano scherzo del destino da un’altra donna.

Tuttavia, nonostante le avversità incontrate nei mesi scorsi, i genitori naturali dei gemellini non sembravano voler perdere le speranze. Nel ricorso presentato alla Corte EDU, la coppia aveva denunciato lo Stato italiano per la violazione dell’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti umani, vedendo dunque leso il loro diritto al rispetto della vita privata e familiare.

Inoltre, nella denuncia si riteneva responsabile non solo il Pertini e lo staff medico, ma anche l’Italia stessa, in quanto da un punto di vista giuridico lo Stato nulla ha fatto per difendere il loro status di genitori biologici, in particolar modo dopo l’esame del DNA, che attestava che il sangue dei gemelli e quello della coppia era compatibile.

La Corte EDU, però, ha deciso di rigettare il ricorso in maniera definitiva per una inadempienza da parte dei genitori naturali dei due bambini, in quanto è previsto, dallo stesso diritto che regola la funzione della Corte Europea dei diritti dell’uomo, che i giudici del tribunale possono considerare un ricorso solo e soltanto se sono esauriti tutti i possibili gradi di giurisdizione nel paese in vui è avvenuta la possibile violazione.

Maria Stella Rossi