POMIGLIANO D’ARCO – Sono giorni decisivi per il governo che si appresta a portare a casa il nuovo testo sul Jobs Act, ed è proprio dinanzi al profondo rinnovamento in tema di licenziamenti che il “Comitato Mogli Operai” di Pomigliano non ci sta e si scaglia, con rabbia, contro il premier Matteo Renzi. Egli,infatti,  ha più volte dichiarato la sua intenzione di voler modificare la normativa sui contratti e in particolar modo sui licenziamenti, e quando il governo decide di modificare il simbolo per eccellenza delle conquiste dei lavoratori, ossia dell’articolo 18,che i veri protagonisti di tale vicenda, non possono e non vogliono restare figure quiescenti e  inerti dinanzi alla lesione dei propri diritti.

Pertanto, per dare concretezza al loro bisogno di prender parola, di spiegare ciò che significa quell’articolo, le donne del “Comitato Mogli Operai” hanno scritto una lettera a Renzi esprimendo la loro scelta: “Se tu, con la tua azienda di famiglia (tra l’altro sotto inchiesta per illeciti penali) stai con Marchionne noi stiamo con Pasquale e con tutte le vittime della Fiat, degli operai ed operaie suicidati ai licenziamenti, alle migliaia di cassaintegrati senza futuro delle fabbriche italiane“.

La loro scelta è quindi quella di salvaguardare diritti e tutele  ricordando le vicende di cui è stato protagonista Pasquale Russo, un operaio Fiat di Pomigliano licenziato nel 2004 e poi reintegrato nel 2010 dal giudice del Tribunale di Napoli (ai sensi dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori) in quanto licenziato “senza giusta causa”.Una vicenda finita male proprio perchè nonostante la sentenza favorevole, la Fiat non permise il rientro del lavoratore.

Solo nel luglio 2012 Pasquale ha riottenuto il suo posto di lavoro e la scorsa settimana la Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale di Napoli, dando ragione alla tuta blu e torto all’azienda di Marchionne.

Scrivono le donne del “Comitato Mogli Operai”:  “Renzi si fossi mammeta, te facesse ná faccia ‘e pacchere! Perché si era pé te oggi Sabrina di 11 anni e Viviana di 17, figlie di Pasquale, facevano ‘a famme, col padre licenziato ingiustamente dalla Fiat di Marchionne, il tuo “compariello americano” appoggiato dalle barbarie delle tue “moderne” leggi e che oggi vorresti rappresentare il nostro futuro e quello dei nostri figli“.

Senza l’articolo 18 Pasquale ora sarebbe nei guai ed è per questo che il governo con il suo Jobs Act non può relegare i diritti di tutti i lavoratori a residuali ritagli di giustizia presentandosi come anti operaio, da repubblica delle banane.

Perché non ci fa tanto rabbia la tua faccia tosta col tuo già grave atteggiamento consapevolmente indisponente e bugiardo ma -scrivono le donne del Comitato- “ci inquieta la pretesa di rendere precario e mettere sotto ricatto padronale tutti i lavoratori italiani sulla falsariga dell’accordo di Pomigliano! Altro che modernità ,il tuo governo ricorda le banana republic per la ostentata e manifesta collusione da te dimostrata sulla scena internazionale di Detroit con la sottomissione del tuo governo ai forti poteri economi e finanziari internazionali ed agli interessi monopolistici e lucrativi in Italia di Fiat-Chrysler, la multinazionale dell’auto ad influenza americana. E questo nella tragicomica circostanza del “semestre di presidenza italiana del consiglio UE” nonché in concomitanza della fuga della Fiat dall’Italia formalizzata proprio in questi giorni e la contemporanea apertura di un’ inchiesta europea sulla Fiat in odore di evasione fiscale: se non fosse da piangere ci sarebbe da ridere! Ma c’è ben poco da ridere- concludono amaramente-considerando la pericolosità del tuo governo per l’insieme dei lavoratori italiani ed il probabile effetto domino per quelli europei“.

Tale lettera sarà volantinata agli operai della Fiat e delle fabbriche dell’indotto campano per preparare tutti i lavoratori all’assemblea operai pubblica che si terrà a Pomigliano il prossimo 18 ottobre.