Il commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, ritorna al Fondo Monetario Internazionale dopo le dichiarazioni di Renzi “Le scelte sui tagli sono politiche, non tecniche”. Il tecnico, lasciando il suo incarico, ha dichiarato “Il decreto sulle auto blu è stato firmato. Ora è al vaglio della Corte dei Conti quindi è questione di giorni”. Ha anche aggiunto “Il lavoro sulla spesa è una staffetta ed io l’ho passata a qualcun altro che andrà avanti”.

Le proposte di Cottarelli

Ciò che preme ricordare sono le proposte di “Mister Forbici” per il triennio 2014-2016, di cui riportiamo un “sunto”:
riduzione dei manager pubblici e dei loro stipendi dell’8-12% o, in alternativa, un tetto massimo alla retribuzione pari a quello del Presidente della Repubblica (circa 200.000€ annui), con un risparmio cospicuo non facile da calcolare;
investire maggiori risorse nei comuni più efficienti che rispettano il patto di stabilità interno in base ai loro fabbisogni standard e definendo la loro capacità fiscale media (risparmio stimato intorno ai 2 miliardi).
Effettuare più acquisti con Consip (società pubblica a partecipazione di Ministero Economia e Finanze) perché comportano un risparmio del 24%, quindi diminuire gli acquisti con centrali di acquisto in appalto e le stesse centrali dalle attuali 32.000 a 30-40 con un risparmio calcolato in 7,2 miliardi nel triennio.
Pubblicazione degli appalti superiori ai 200.000€ (prevista per legge) informatizzata, attraverso i siti dei vari enti territoriali (Regioni, Comuni et cetera), risparmiando 0,3 miliardi rispetto alla pubblicità in Gazzetta Ufficiale, adeguandoci agli altri Paesi UE.
Diverso utilizzo immobili statali, dividendo le aree dei dipendenti non più per metri quadri, bensì per costo sostenuto ad impiegato, con un risparmio attorno agli 0,5 miliardi e, ancora, ammodernamento impianti di illuminazione attraverso tecnologia a led e risparmi per 500 milioni.
Accorpamento forze di polizia (http://www.liberopensiero.eu/2014/10/03/manovra-in-arrivo-i-possibili-tagli/) così pensato: fusione di Forestale e Penitenziaria in Polizia di Stato e accorpamento Guardia di Finanza e Carabinieri (risparmo 2 miliardi, senza considerare i risparmi a regime), assieme ad abolizione di enti quali Cnel (con stipendio del presidente di 200.000 euro circa), Aran, Enit, Isfol Aran, Avcp.
Taglio delle auto blu: una per Ministro con la previsione di 5 auto per amministrazione (regioni, comuni) e risparmio di 300 milioni.
Passaggio dai centri di elaborazione dati (ced) a fatturazione elettronica attraverso pagamenti elettronici e conseguente razionalizzazione ced che passerebbero da 78 a 4-5 portando ad un risparmio di 2,5 miliardi nel triennio.
Di tutte queste misure interessanti e remunerative, l’unica attuata è stata il taglio delle auto blu.

Prima di Cottarelli

Il problema della “staffetta” citata da Carlo Cottarelli è che iniziò nel 1986 e sembra senza né finé né risultati, o meglio con due risultati: non tagliare costi; aggiungerne altri per i cospicui stipendi elargiti alle commissioni che si sono succedute.
Ma andiamo in ordine: il primo fu Giarda (1986-95), incaricato da Giulio Tremonti, che individuò 295 miliardi di euro di spesa improduttiva ma restò inascoltato.

Piero Giarda divenne ministro del Governo Monti nel 2011 e nominò il tecnico Enrico Bondi che, a fronte di uno stipendio annuo di 150.000€, riempì il Parlamento di tabelle che toccavano voce per voce ogni spreco di Regioni, enti e Comuni, commettendo il grave errore di ritenere efficiente il costo medio stabilito dall’ISTAT e proporre tagli per tutti gli enti al di sopra della media (che erano, al contrario, i rami della pubblica amministrazione più efficienti ed avevano costi superiori a causa del continuo incremento della domanda conseguente agli ottimi servizi offerti).

Dopo Bondi, che lasciò molte tabelle e pochi risultati, fu il turno di Mario Canzio, il ragioniere generale dello Stato, che non ebbe retribuzione aggiuntiva e fu sostituito da Cottarelli (retribuzione: 700 euro al giorno, ossia 258.000€ annui)  che 3 mesi dopo che propose, assieme all’allora ministro Saccomanni, un programma da 32 miliardi di tagli, rimasto quasi totalmente inattuato.

Mentre a noi non bastano 28 anni di studi e annunci per razionalizzare la spesa improduttiva, che anzi negli ultimi 20 anni è aumentata dell’1% annuo (1800 miliardi totali), nei Paesi Bassi e nel Regno Unito, con cifre e tempi decisamente inferiori, hanno reinvestito rispettivamente 35 e 80 miliardi di euro, aumentando l’occupazione.

– Ferdinando Paciolla