Nel capoluogo ligure nuove ore di paure hanno annegato le sicurezze degli abitanti genovesi, quando dopo le inondazioni nel centro della città la Protezione Civile ha annunciato lo stato di allerta.

Il disagio quotidiano si avverte tramite mancato accesso a corrente elettrica, acqua e gas; il trasporto pubblico è fortemente compromesso: il direttore generale di AMT Stefano Pesci afferma che “in Valbisagno i bus si fermano ancora a corso Montegrappa. Forti problemi anche per le linee 273 e 275, 65 e 72,  limitate per frane.” Sempre in Val Bisagno, dove il clima ha già mietuto una vittima giorni fa, i torrenti Bisagno e Fereggiano hanno spaventato gli abitanti che temevano il rischio di una nuova esondazione. Nel territorio la strada è stata chiusa da via Carso fino San Pantaleo a causa di una frana. All’intera zona è negato l’accesso per Genova est.

Durante la notte la perturbazione da Genova si è spostata al Golfo del Tigullio e il Golfo Paradiso, dove i più momenti più tragici si sono registrati intorno alle 2 e le 3; ma i disagi climatici non escludono altre zone come Recco, Portofino, Chiavari, dove è stato segnalato lo stato d’allerta di secondo grado; i collegamenti nell’entroterra tra la Riviera e la Val d’Aveto sono tutti chiusi.

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Nei pressi di Rapallo, il torrente Boate è stato dichiarato a rischio esondazione, ma adesso è tornato sotto il livello di guardia; la spiaggia di Cenobio dei Dogi è completamente cancellata; risale alle ore 9:30 invece la pericolosità del fulmine che ha incendiato un agriturismo nella zona del lago Giacopiane.

I tecnici del RFI continuano i lavori di ripristino della doppia linea ferroviaria Genova-Milano e Genova-Torino. La sistemazione si prevede in giornata 11 Ottobre, nonostante i continui ritardi e annullamenti di cinque treni regionali. Le metropolitane sono tutte chiuse per allagamento.

Nel frattempo, il capo della protezione civile Franco Gabrielli insieme al Ministro della Difesa Roberta Pinotti, al governatore Claudio Burlando e il sindaco Marco Doria, hanno presieduto una riunione del Comitato Coordinamento Soccorsi, invocata dal prefetto Fiamma Spena.

Da Piacenza inoltre, arriva il secondo reggimento di soccorso militare Genio Pompieri che sia d’aiuto alle zone alluvionate, comandate dal colonnello Rocco Capuano, che anch’egli ha preso parte alla riunione di sicurezza e soccorso tenutasi a Genova.

“Dal punto di vista dell’esito delle previsioni qualcuno ha sbagliato”: è quello che afferma il capo della protezione Gabrielli. Non conta di puntare il dito contro qualcuno, ma dichiara: “Le previsioni sono frutto di valutazione e molto spesso scontano eventi che non necessariamente sono prevedibili. Sicuramente ci sono stati errori, lo dico senza giri di parole. Si è sbagliata valutazione. Da qui a dire che bisogna crocifiggere i previsori ne corre. Arpal fa una sua previsione meteorologica sul quanto pioverà. Una volta stabilita la previsione, la Protezione Civile valuta la ricaduta di questa previsione sul territorio. Si può verificare il caso che, non essendoci una previsione significativa, la Protezione Civile faccia comunque una valutazione di impatto molto critica perchè il territorio è già saturo, i fiumi sono in piena, gli argini sono stressati. Quindi la Protezione Civile fa una valutazione di un certo tipo non necessariamente perchè pioverà tanto ma perchè il quadro è critico. Siamo ancora in piena emergenza.

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Inoltre, egli si scaglia anche contro dei sistemi che potevano essere previsti: “Alcune opere che potevano essere fatte non sono state realizzate e questo ha rappresentato un problema. Le opere si devono fare a prescindere dai ricorsi al Tar e la causa non deve riguardare le opere ma eventualmente il danno subito dalla ditta che ha fatto il ricorso. Se oggi avessimo avuto le opera sicuramente non avremmo risolto il problema ma avremmo limitato i danni”.

Anche il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando si esprime al riguardo: “L’alluvione a Genova ha causato danni alle strutture pubbliche per 200 milioni di euro. Si deve pensare alla costruzione di nuovi sistemi. Nel caso in cui un’opera può contribuire a salvare vite umane il contenzioso amministrativo va limitato a tempi stretti. Un argomento di cui ho già parlato con il premier Matteo Renzi”. Così come afferma anche il presidente della Cei e arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco: “Genova reagisce ma non basta, bisogna fare le opere”

Alessandra Mincone