Nella giornata di ieri l’agenzia statunitense Moody’s non ha aggiornato il rating sulle emissioni del Governo italiano, lasciandolo inalterato sul valore Baa2, a conferma della capacità del Tesoro di far fronte agli impegni presi dal punto di vista finanziario nel breve periodo. L’agenzia canadese DBRS conferma il suo rating “A-low” alle emissioni di Palazzo delle Finanze, confermando le previsioni negative sulla futura affidabilità dello Stato di ripagare i propri debiti. Così due delle cinque agenzie esterne di valutazione del merito creditizio (ECAI) riconosciute dalla BCE hanno espresso le loro opinioni sulla rischiosità dei titoli di Stato nostrani, le date di pubblicazione degli aggiornamenti sono il 24 ottobre per per quanto riguarda l’agenzia Fitch ed il 5 dicembre per l’aggiornamento del rating affidato ai titoli emessi dal MEF da parte di Standard & Poor’s. I rating registrati ad oggi sono, oltre ai sopra citati “Baa2” di Moody’s e” A-low” di DBRS, “BBB” di S&P’s, “BBB+” di Fitch e “BBB” della cinese Dagong, collocando i nostri titoli di stato nella fascia di qualità media, cioè tra i titoli sensibili alle circostanze avverse.

ponderazione
Continua quindi il periodo difficile dell’economia italiana, lontana dalla svolta da molti auspicata e da tutti desiderata, con i Titoli di Stato che rientrano nella terza fascia di merito creditizio, quella con ponderazione per il rischio pari al 50%. Questo vuol dire che nel rispetto dei requisiti patrimoniali minimi stabiliti dagli accordi di Basilea, per ogni euro in più prestato allo Stato Italiano le banche dovranno incrementare di 4 centesimi il proprio patrimonio di vigilanza. Ora, considerando un debito pari a 2150 miliardi di euro detenuto al 77% da banche italiane, otteniamo un totale di 66 miliardi e 220 milioni di euro vincolati a garanzia dell’investimento in debito pubblico italiano.
debito pubblico
In un contesto del genere l’asta di BOT con scadenza annuale ha registrato un aumento dei rendimenti lordi, che si sono attestati allo 0,301%, con un aumento dell’11% rispetto al minimo storico registrato lo scorso settembre (0,271%), la domanda è rimasta sostenuta con un rapporto di copertura salito ad 1,7 rispetto al precedente dato (1,64). La non notizia ha avuto effetto negativo sull’andamento borsistico delle principali banche italiane, con Intesa che ha perso lo 0,18%, Unicredit ha lasciato lo 0,6% e MPS che ha perso un più sostanzioso 1,87%.
Ma la vera notizia della giornata è il declassamento dei titoli di stato finlandesi ad opera di Standard & Poor’s, che è passato da AAA (voto massimo attribuibile) ad AA+ con out look stabile, confermando il trend negativo (lo scorso anno toccò all’Olanda perdere la tripla A) e la scarsa risposta di Eurolandia alle politiche di austerity imposte dai paesi nord europei.

Fonti:
European Banking Authority – http://www.eba.europa.eu/
Comitato di Basilea sulla Vigilanza Bancaria – http://www.bis.org/bcbs/
Marco Scaglione