Nel calendario dei lavori parlamentari si evidenzia tra il giorno di mercoledì 15 e giovedì 16 ottobre la discussione ed il voto sulla proposta di legge  A.C. 2247 e 2248, presentate dal PD Causi e dal FI Capezzone, ossia di procedure di collaborazione volontaria dei contribuenti con l’Amministrazione fiscale per l’emersione e il rientro in Italia di capitali detenuti all’estero. La proposta riproduce il contenuto dell’articolo 1 del decreto-legge n.4 del 2014, la cui soppressione è stata necessaria per consentire una più adeguata discussione parlamentare su un argomento delicato. Il fenomeno dell’evasione fiscale è una piaga della nostra società, difficile da misurare e da contrastare, tanto che negli ultimi quarant’anni sono stati varati sei condoni fiscali e, con l’estensione della procedura ai soggetti Ires e alle attività detenute in Italia, se ne prefigura un settimo all’orizzonte.

Si intende introdurre nel decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, che si occupa di monitoraggio fiscale, gli articoli da 5-quater a 5-septies, allo scopo di contrastare fenomeni di evasione ed elusione fiscale consistenti nell’allocazione fittizia della residenza fiscale all’estero e nell’illecito trasferimento o detenzione all’estero di attività che producono reddito. In sintesi, i soggetti che detengono attività e beni all’estero ed hanno omesso di dichiararli potranno sanare la propria posizione nei confronti dell’erario pagando, in un’unica soluzione e senza possibilità di compensazione, l’intera misura delle imposte dovute e le sanzioni (queste ultime in misura ridotta).

Per effetto della volontaria collaborazione verrebbero garantite all’emerso una serie di franchigie penali, tra cui la non punibilità per alcuni reati fiscali, la riduzione a metà delle pene e il pagamento in misura ridotta delle sanzioni tributarie. Alla procedura non potranno accedere coloro che abbiano avuto conoscenza dell’inizio di attività di accertamento fiscale o di procedimenti penali per violazioni tributarie, ed opererà per le violazioni dichiarative commesse prima del 30 settembre 2014, con la possibilità di sperimentare la procedura fino al 30 settembre 2015.

Le risorse così reperite dovrebbero essere destinate al pagamento dei debiti commerciali delle PA, prevedendo l’esclusione di questi dal patto di stabilità interno, all’esclusione dal patto di stabilità interno delle risorse assegnate a titolo di cofinanziamento nazionale dei programmi comunitari e di quelle provenienti dal Fondo per lo sviluppo e la coesione territoriale, investimenti pubblici e al fondo per la riduzione della pressione fiscale.

Novità più importante è contenuta nell’articolo 3 del progetto di legge che introduce attraverso l’aggiunta del nuovo articolo 648-tres.1 al codice penale il reato di autoriciclaggio, che attribuisce rilevanza penale alla condotta di chi avendo commesso un delitto non colposo, “sostituisca o trasferisca o comunque impieghi denaro, beni o altre utilità in attività economiche o finanziarie, in modo da ostacolare concretamente l’identificazione della provenienza delittuosa”.

Mentre nel comma 9 si presenta l’autorizzazione per l’Agenzia delle Entrate a procedere per il 2015, 2016, 2017 ad assunzioni di personale a tempo indeterminato per un ammontare di 24 milioni per il 2015, 41,5 milioni per il 2016 e 55 milioni a decorrere dal 2017, le assunzioni riguarderanno 1100 unità inserite nella fascia retributiva F1 (personale non dirigenziale per un reddito mensile netto di 1500 euro).

Fonte Camera dei Deputati – http://www.camera.it/leg17/1

Marco Scaglione