L’assedio dell’Isis si concentra su Kobane, importante città siriana al confine con la Turchia, ma simbolo della resistenza curda, che lotta contro i miliziani jihadisti del sedicente Califfato. Il pericolo, per come lo descrive Staffan De Mistura sarebbe quello che la città siriana potrebbe rappresentare una nuova Srebenica, città dell’omonimo massacro durante la guerra dei balcani negli anni 90.

L’obiettivo dei jihadisti è quello di espandere il più possibile il Califfato e il nuovo target dei miliziani sarebbe provare a prendere Kirkuk, importante città al centro della zona più ricca di giacimenti di petrolio, si trova nei paraggi di Baghdad, a 250 chilometri ed è attualmente sotto il controllo curdo dopo una lunga battaglia per la sua contesa.

In ogni caso la situazione resta confusa, pare che ora i jihadisti vogliano tentare il colpo grosso: prendere Baghdad, almeno così sembra dalle fonti citate dal quotidiano panarabo Al Hayat, che racconta dei jihadisti dell’Isis che si addensano a sud e a nord della capitale.

Resta grave la situazione anche nella provincia di Anbar, al confine con la Siria, la strategia dell’Isis è quella di circondare Baghdad e dalle fonti ufficiali, ma soprattutto ufficiose, pare che ci stiano riuscendo. A difesa della capitale ci sono circa 60mila soldati iracheni, ma anche la presenza degli Stati Uniti, ben 12 team di consiglieri militari, ma a preoccupare sono le reazioni della comunità sunnita marginalizzata dal nuovo potere sciita: in pratica Isis potrebbe marciare su Baghdad senza troppi intoppi.

Continua comunque la battaglia a Kobane, la città è stata di nuovo colpita dai miliziani islamisti ad ovest, ma sono stati respinti dopo ore di scontri dai combattenti curdi dell’Unità di protezione popolare (Ypg), i quali, da soli e senza imponenti addestramenti combattono la loro lotta in solitudine. La Turchia resta fuori e lascia nelle loro mani il confine, ben coscienti che, nel caso di sconfitta, la tensione crescerebbe anche nel loro paese. I curdi hanno solo poche armi, ma le munizioni stanno finendo e gli appelli alla coalizione affinché diano manforte ai peshmerga restano inascoltati.

Luca Mullanu

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.