Il leader Beppe Grillo che dice di non essere un leader gira gli stand per il secondo entusiasmante giorno di #italiaacinquestelle, lo staff ha assicurato ai più fedeli un “discorso bomba” per la serata (di ieri, ndr), di quelli che poi scuotono l’opinione pubblica. Casaleggio, poi, attacca i giornalisti dicendo: “Io con voi giornalisti non parlo più”, cori dei fan contro la categoria: “Venduti”.

Tutto normale, come sempre, un evento del Movimento 5 Stelle non solo assicura un po’ di risate, ma anche attacchi a chiunque, politici, giornalisti, economisti, il meccanico sotto casa che vota PD, il commercialista che ha votato Monti, il fratello del cugino che ha osato mettere la crocetta su quello greco: Tsipras. Insomma, ce n’è sempre per tutti.

Ma il discorso bomba non è altro che la solita miccetta sparata per l’occasione: un referendum consultivo per l’uscita dall’Euro e sul reddito di cittadinanza. Il primo era una promessa elettorale prima del voto per Bruxelles, sì, le europee, dove il M5S è crollato. L’altra battaglia, assicurano è una lotta “di un Movimento che chiede dignità per i cittadini”, così vengono lanciate le due campagne politiche dalla troupe grillina.

La strada per il referendum è lunga e tortuosa, ma anche molto politicista, perché la Costituzione italiana vieta consultazioni sui trattati internazionali e questo Grillo lo sa, infatti, spiega che lui ha intenzione di proporre un referendum “consultivo”, perché, dice, che innanzitutto “non sarebbe vincolante per l’esecutivo, ma potrebbe almeno lanciare un segnale”. Ed il segnale sono i voti che potrebbero acquistare i grillini se il referendum “consultivo” si facesse e fosse molto partecipato. E’ l’obiettivo a cui vogliono arrivare per ottenere di nuovo quel consenso popolare che si è perso in questo primo anno di attività parlamentare, a causa delle lotte interne e dei giochi di potere.

Grillo riprende il suo mantra durante l’intervento, insiste sull’importanza della battaglia e dice: “Mi hanno dato del pazzo”, ma “parlano gli economisti che non ne hanno azzeccata una da dieci anni a questa parte. Se non puoi svalutare la moneta, svaluti i salari”. Ma la possibilità di un’uscita dall’euro è qualcosa di davvero folle, perché non solo si aprirebbe un dibattito politico intenso, ma si scatenerebbe nel giro di poche settiane il panico tra i risparmiatori i quali metterebbero in fuga i propri capitali cercando di mettere al sicuro i propri soldi. Significa che le ripercussioni sull’economia italiana sarebbero devastanti.

Ma Beppe è così, per lui o è bianco o nero. Anzi no, lui è oltre. Oltre il buonsenso.

Luca Mullanu

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.