Ha vinto e stravinto, Evo Morales. E’ di nuovo Presidente della Boliva e guiderà il Paese per la “tercera vez”. Morales ha ottenuto il 60% dei voti ed ha dedicato la sua vittoria al leader cubano Fidel Castro ed al presidente, deceduto, venezuelano Hugo Chavez, ma soprattutto a tutti i governi “anti-imperialisti e anti-coloniali del mondo”.

Il suo diretto avversario ha ottenuto il 25% dei voti, Morales ha vinto a sorpresa anche nella provincia di Santa Cruz, dove in questi anni si minacciava la secessione dalla Bolivia. Dopo i primi exit poll, Morales è giunto nel Palazzo Quemado, sede del governo, nella centrale piazza Murillo al centro di La Paz, dove è stato accolto da tanti sostenitori. Il leader resterà al potere fino al 2018, sempre che non venga di nuovo eletto, pare che comunque su un quarto mandato il Presidente abbia dichiarato che intende “rispettare la Costituzione”. L’Unasur, Unione delle nazioni sudamericane ha testimoniato la validità delle elezioni, nonostante le critiche giunte dall’opposizione.

Morales dedica la vittoria a Fidel Castro e Hugo Chavez dal palazzo presidenziale a La Paz, il Presidente ha “ringraziato questo nuovo trionfo del popolo boliviano” sottolineando che il grande risultato elettorale gli permetterà di continuare a promuovere “l’integrazione non solo tra i boliviani ma anche tra i latinoamericani”. In queste elezioni hanno vinto “la dignità e la sovranità del nostro popolo, il mio trionfo – spiega – è il trionfo dell’anticolonialismo e dell’antimperialismo”.

Dal 2006 il boom dei prezzi delle materie prime ha aumentato di nove volte i proventi delle esportazioni nazionali e la Bolivia ha accumulato 15.5 miliardi di dollari di riserve internazionali. Il Paese, sotto la guida attenta di Morales ha ottenuto in media una crescita economica del 5% annuo, al di sopra di tutta la regione circostante. Il Presidente socialista ha utilizzato i proventi per attuare una politica di welfare, creando sussidi per i bambini in età scolare e pensionati. I risultati della rivoluzione bolivariana sono sotto gli occhi di tutti: mezzo milione di persone sono uscite dalla povertà, investimenti nella tecnologia che hanno portato internet anche nelle scuole delle zone più rurali, un nuovo sistema di funivia a La Paz.

Luca Mullanu

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.