NAPOLI – Ore di tensione ieri, 12 Ottobre, per il sindaco De Magistris.  Durante le elezione della Città metropolita tenutesi a Napoli, De Magistris ha partecipato alla votazione concessagli dal Tar che ha accolto la domanda cautelare dei legali del sindaco “ai soli fini della partecipazione all’ elezione del consiglio metropolitano”. Nonostante la sospensione, De Magistris continua a svolgere le sue funzioni. Come c’era da aspettarsi la sua presenza ha creato però scompiglio.  Giunto alle 11 in Piazza Matteotti, De Magistris incontra infatti un gruppo di manifestanti; sono i lavoratori del Consorzio di bacino.

Si aggiungono poi altri cortei, quelli degli studenti, dei lavoratori disoccupati e dei precari. De Magistris si avvicina al banchetto del presidio dei lavoratori del Sis (Social Innovation Services S.P.A) in cassa integrazione per ascoltare le loro ragioni. Ma si aggiungono poi i manifestanti del Consorzio di bacino, la tensione cresce e le forze dell’ordine chiedono al sindaco di non prolungare ulteriormente il colloquio per motivi di sicurezza generale. Alcuni lanciano petardi contro il Palazzo della Provincia costringendo il sindaco ad allontanarsi dal seggio, rimandando così la votazione al pomeriggio.  il sindaco potrà votare alle 19.45, un’ora prima circa della chiusura del seggio. Alle 18 rilascia le prime dichiarazioni: «Oggi voto. Ho avuto il diritto costituzionale a votare, sono sindaco metropolitano per legge, sono il sindaco di Napoli eletto anche se temporaneamente sospeso dalle funzioni, quindi da qui a breve sarò anche sindaco della Città metropolitana. Quando? Non lo so, non ho la palla di vetro. Intanto la giunta è pienamente operativa.».

Insomma, l’ex pm non sembra lasciarsi frenare dalla sospensione. È presente durante eventi ufficiali, come le elezioni della Città metropolitana appunto, in barba a chi sperasse in una sua dipartita. Orgoglioso di aver avuto il benestare del Tar per partecipare alla votazione, non nasconde l’ottimismo di un possibile reintegro nella carica di sindaco metropolitano perché la legge Severino, a quanto pare, non ne preclude la possibilità.

Agnese Cavallo

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Agnese Cavallo, nasce a Napoli il 14 novembre 1985. Da sempre appassionata di classicità, da quando il padre le raccontava i miti greci e l’Odissea in lingua napoletana, decide che la letteratura e le materie umanistiche saranno il suo futuro. Si iscrive, così, al Liceo classico Quinto Orazio Flacco di Portici (Na) e continua l’esperienza umanistica alla Facoltà di Lettere Moderne della Federico II di Napoli. Consegue la Laurea triennale nel 2013 con 103/110, presentando una tesi sull’opera di Francesco Mastriani “i Vermi. Studi storici sulle classi pericolose in Napoli”, importante giornalista e scrittore di feullitton napoletano di fine ‘800. Il giornalismo, infatti, è da sempre una passione e, quasi, una vera missione. Convinta che i giornalisti siano spesso persone lontane dalla realtà, pronti, più che alla denuncia alla gogna mediatica, nei suoi articoli preferisce una sana soggettività volta all’etica e al sociale anziché un’oggettività moralistica e perbenista. Nel febbraio 2012 inizia la sua esperienza con il giornale “Libero Pensiero” prediligendo il sociale, la cronaca, la cultura e anche la politica. Il suo argomento preferito? Napoli, tra contraddizioni e bellezza.