Pare davvero non ci sia una fine per la discussione che riguarda l’esposizione delle due statue antiche all’Expo 2015 di Milano. A poche ore dal “NO” della commissione tecnica (per motivi di problemi conservativi nelle sculture, presenza di numerose e diffuse micro-fessure e problemi di tenuta delle saldature antiche) tuona il dissenso di Vittorio Sgarbi, che afferma: «Denuncio la Commissione per concussione. La loro decisione è politica e non tecnica, perché influenzata da Renzi. Lo testimonia anche un membro della Commissione “pentito”, in una confessione sul “Corriere della Sera” di oggi. Il ministro ha diritto a una vera relazione tecnica. Quella che gli è stata fornita è un falso».

Il critico si riferisce alle parole del tecnico Bruno Zanardi, membro della commissione, che in una lettera al quotidiano nazionale, pochissime ore dopo la pubblicazione della relazione tecnica, ha dichiarato di non essere in accordo con la maggioranza, ma di aver dovuto dire NO al quesito del MiBACT per due motivazioni: una, l’impossibilità di superare il quesito posto dal ministero, che le statue potessero essere mosse «senza pregiudizio alcuno», cosa impossibile da sottoscrivere in tutta sicurezza. Seconda ragione, che restauro e tutela hanno assunto in Italia un tale ritardo culturale da sconsigliare una qualsiasi azione fuori dal piccolo trantràn burocratico delle Soprintendenze. Basti che, in Commissione, per non mandare i Bronzi a Milano si è addirittura invocata la Costituzione. Cosa serissima la Carta. Spesso però dimenticando, i suoi fautori, che se all’articolo 9 essa prescrive di tutelare il patrimonio artistico, subito dopo afferma la necessità di promuovere la ricerca scientifica. Una rimozione dovuta al credere di molti che la ricerca storico-artistica delle Soprintendenze sia appunto la vera e sola «Ricerca».

Che la decisione avesse potuto scatenare polemiche era cosa ben prevedibile, se non altro quelle dell’ambasciatore per le arti dell’Expo che si è rivolto, stando alle sue affermazioni, all’avvocato Giampaolo Cicconi, per denunciare il presidente Giuliano Volpe e i componenti della Commissione nominata dal ministro Franceschini, per concussione e falso ideologico, avendo tradito la loro funzione e il ministro, con una perizia falsa e infondata.

Aspettiamo quindi, a questo punto con non poca curiosità, il seguito e i nuovi colpi di scena della diatriba senza fine tra l’Expo2015 e i Bronzi di Riace.

Antonella Pisano