vaticano bandiera nera isis
La copertina del magazine dell’ISIS

Dopo il fotomontaggio pubblicato sul proprio magazine nel quale una bandiera nera dell’ISIS sovrasta piazza San Pietro dall’alto dell’obelisco presente al centro del colonnato, i jihadisti, che controllano un ampio territorio tra il nord-est della Siria ed il nord-ovest dell’Iraq, hanno diffuso un video di 6 minuti interamente in lingua araba intitolato “The blood of Jihad in Nineveh”, il sangue della jihad a Ninive.

L’antica capitale assira è diventata nei secoli Mosul, l’importante città del nord dell’Iraq conquistata dai jihadisti nello scorso agosto, ed è nel deserto nei pressi della città che è stato ripreso il filmato, girato in un campo di addestramento dei miliziani estremisti.

Le sequenze, dopo la presentazione in apertura effettuata da un addestratore, mostrano dapprima gli aspiranti combattenti strisciare sotto un reticolato di corde (un surrogato del filo spinato, ottimo per non ferirsi accidentalmente) con un filtro blu, a voler probabilmente simulare un’azione notturna. Particolare degno di nota della scena è la presenza sullo sfondo di tende appartenute originariamente all’esercito statunitense, e con ogni probabilità trafugate alle forze regolari irachene. Il posizionamento non è casuale, e risponde anzi alle esigenze di propaganda dell’ISIS: il fatto di aver sottratto risorse all’Occidente nelle intenzioni dei jihadisti è una vittoria simbolica che può portare nuove reclute nella Mezzaluna fertile.

Segue poi una prova di resistenza fisica: i miliziani sono schierati in fila e ricevono un calcio in pieno petto ciascuno dall’addestratore, resistendo in piedi ed al più arrentrando di un passo.

Il passo successivo è una missione di salvataggio: un miliziano legato ad una fune striscia sul terreno tra i colpi sparati in sua direzione dall’addestratore, avvicinandosi ad un compagno “ferito”; lo carica su un telo, lo protegge con il proprio corpo e si fa trascinare indietro dai compagni

A questo segue un combattimento di arti marziali tra diversi miliziani: le tecniche sembrano basilari e poco efficaci, ma la resa cinematografica per popolazioni non abituate a Matrix o ai film di Bruce Lee, Jackie Chan e Chuck Norris è d’impatto.

Le riprese si spostano momentaneamente dentro un edificio, dove viene insegnato ai miliziani a smontare e rimontare i fucili d’assalto (ad occhio Kalashnikov): è facilmente riconoscibile la velocizzazione delle immagini, per far sembrare più semplici e veloci le operazioni di manutenzione dell’arma.

In conclusione, un imam tiene un sermone.

Il video è visibile qui di seguito: lo proponiamo per puro dovere di cronaca.

Simone Moricca