ACERRA –  Sono due anni che la mensa scolastica ad Acerra è ferma e questo, per i bambini di ben quattro circoli didattici, potrebbe essere il terzo anno senza refezione; a causa dell’esito incerto riguardo una gara d’appalto fallita, ancora nelle mani dell’unica ditta appaltante (SUA).

Per far fronte al problema è stata illustrata venerdì, durante l’assemblea del centrosinistra a piazza Castello, la nuova proposta del Pd per ovviare alla situazione di stallo in cui versa il servizio di refezione scolastica comunale. L’iniziativa prevede la consegna dei fondi direttamente agli istituti scolastici interessati, così ché ogni scuola possa organizzarsi in una mensa autogestita.

In virtù dell’autonomia scolastica, non c’è alcuna legge che vieta al comune di erogare i fondi stanziati per il servizio mensa direttamente agli istituti scolastici. È una soluzione già adottata da altri comuni che hanno avuto le stesse difficoltà di Acerra, come Roma, Quarto e Pozzuoli – ha dichiarato la segretarie cittadina del Pd – I quasi due milioni di euro che l’amministrazione ha risparmiato e destinato alla refezione per le sezioni dell’infanzia, saranno distribuiti a seconda del numero degli alunni di ogni scuola che potrà indire una gara valevole fino al 2016“. All’assemblea hanno partecipato anche esponenti dell’associazione dei genitori A.ge. e del sindacato della scuola e numerosi genitori adirati per i reiterati disagi provocati dal blocco del servizio, contro il quale hanno già organizzato un corteo “per render nota l’esigenza di ricevere risposte immediate e risvegliare le coscienze a velocizzare i tempi di affidamento della gara d’appalto“. Invitati, ma assenti, i dirigenti scolastici e l’assessore al l’istruzione Enzo Falco, mentre si contava la presenza di rappresentanti del Movimento 5 stelle di Acerra e di alcuni militanti di Sel. Questi ultimi hanno mostrato la possibilità di una mobilitazione di massa.

I 5 stelle hanno invece presentato un progetto, corredato da 1330 firme e protocollato al comune, che permetterebbe di far partire la mensa verificando ” la possibilità di acquisire in economia, ai sensi e per gli effetti dell’art. 125 comma 10 lettera C, il servizio di refezione mediante cottimo fiduciario di cui al comma 4 del medesimo articolo e per la durata di tre mesi,ovvero quella necessaria tenendo conto dell’importo di soglia”. Tuttavia,la proposta è già stata bocciata dall’amministrazione Lettieri, essendo la gara gestita dalla stazione unica appaltante.

Inoltre, tema molto discusso durante l’incontro è stata l’evenienza di deresponsabilizzare il comune, scelta che, a detta delle madri presenti, non troverebbe appoggio dai dirigenti scolastici. Gli esponenti del Pd hanno riconfermato le proprie posizioni: ” Siamo contrari al panino e ai rientri. Il comune ha già sottoscritto con la Regione un progetto a favore delle donne e degli asili nido,potrebbe firmarne anche uno per la mensa”. Dunque le soluzioni e i soldi ( 1,8 milioni stanziati per l’appalto triennale) ci sono, quello che sta per esaurirsi è il tempo e la pazienza dei cittadini e dei bambini costretti a vivere, anche per i problemi strutturali degli edifici, in una scuola “degenerata”.

Francesca Nappo