Giunge dal ministro ai Beni Culturali Dario Franceschini la singolare proposta per i contribuenti: adempiere ai propri doveri verso il fisco pagando le tasse con un’opera d’arte.

Una legge in merito, ad essere precisi, è già presente in Italia, ed è la legge 512 del 2 Agosto 1982 (Art. 6 – “Pagamento dell’imposta mediante cessione di beni culturali”), ma de facto è rimasta inutilizzata, salvo rare eccezioni, per scarsa propensione o semplice mancata conoscenza.

Da qui, pertanto, l’idea di Franceschini di riproporre, tramite decreto, la costituzione di una commissione di esperti per la valutazione delle opere d’arte eventualmente proposte dai contribuenti. Commissione che non veniva più costituita dal 2010.

La proposta, com’è facile intuire, ha il duplice obiettivo di facilitare quei contribuenti che, per un motivo od un altro, si ritrovano in un contesto di crisi in difficoltà nel pagamento delle tasse, e di recuperare al patrimonio culturale italiano pezzi pregiati e di valore, come quadri, statue, antichi tomi e documenti, sulla falsariga di quanto già attuato con discreto successo in Inghilterra.

Naturalmente il decreto, in attesa di giungere entro 30 giorni alla Corte dei Conti prima di diventare operativo al più tardi entro il periodo natalizio, prevede un’attenta ed accurata selezione delle opere affinché sia attestato il loro valore culturale e la loro coerenza con il patrimonio già acquisito allo Stato. Insomma, non sarà certo possibile pagare le tasse con opere amatoriali o di scarso rilievo artistico. A tal fine la commissione, composta da tre membri indicati dal Mibact e da tre membri indicati dal Mef, potrà chiedere un parere consultivo ad altri enti, per valutare la conformità delle opere e il loro valore economico, e determinarne il corrispettivo storno dalle tasse dovute.

Secondo Franceschini, “l’esperienza di altri paesi europei, in primis l’Inghilterra, dimostra che si tratta di una norma dalle grandi potenzialità”. Restano i dubbi sull’effettiva praticabilità di una legge che, in oltre trent’anni di esistenza, non ha mai prodotto particolari risultati; ma di certo, l’ipotesi avanzata dal ministro, per quanto possa apparire bizzarra, starà a dimostrare nel più concreto dei modi, una volta di più, che anche “con la cultura si mangia”.

Emanuele Tanzilli