Negli ultimi due anni, l’attenzione del pubblico è stata spostata dagli smartphone agli indossabili, divenuti quasi essenziali per chi un tempo si accontentava solamente di un telefono cellulare.

Tra i tanti oggetti di spicco, come gli ultimi smartwatch o bracciali fitness intelligenti, ci sono alcuni dispositivi che meritano il primato assoluto per il livello di tecnologia proposta.
Ovviamente, tutti voi avrete sentito parlare almeno una volta dei famosi Google Glass, nati grazie al progetto Explorer di Google.

 

Annunciato nel 2012, attraverso un comunicato della società, il Project Explorer sembrava esser quasi utopistico, soprattutto per chi è cresciuto tra film di fantascienza futuristica o cartoni animati. Eppure, non vi è limite al progresso né confine tra ciò che può essere immaginato e ciò che può esser reso concreto e Google non smette mai di segnare dei primati in questo senso.

E’ così che il mondo intero ha potuto mettere le mani sui primi occhiali intelligenti. Design invidiabile, funzionalità particolari, ergonomia incredibile. Pare che non manchi proprio nulla ai Glass, perfezionati durante gli anni grazie ai feed dei pochi fortunati che hanno potuto partecipare al progetto.

Ma partiamo dal principio. Cosa è il Project Explorer? Google ha dato la possibilità a pochi fortunati degli Stati Uniti d’America, di potersi iscrivere al progetto degli occhiali, versando la modica cifra di 1500 dollari. Il premio? Ottenere un paio di occhiali nella versione beta, in modo da poterli testare, lasciare feed e recensire il prodotto.

Gli occhiali sono stati presentati dapprima in un unico modello (prototipo), con cornice classica e sobria, per poi esser rilasciati in varie montature  (come titanio e DVF) a loro volta divisibili in tanti colori. Attualmente si possono trovare ben 40 diversi tipi di occhiali.

Inizialmente, anche a livello software, i Glass presentavano parecchie limitazioni, ma nel contempo anche certe funzionalità incredibili come il riconoscimento vocale, la capacità di riconoscere le persone (se riprese dalla fotocamera), navigazione facilitata attraverso Google Maps e scambio d’informazioni tra utente e digital assistant per via di comandi vocali. Poi, nel corso dei mesi, è divenuto sempre più chiaro l’utilizzo degli occhiali, anche grazie alla raccolta di video messa a disposizione dai partecipanti al progetto.

In questo video, ad esempio, possiamo goderci l’esperienza di Sabita Malla che ci mostra l’utilizzo dei Google Glass per monitorare i rinoceronti in Nepal.

Questo filmato è uno dei tanti pubblicati, dalla stessa società, in una pagina dedicata all’esperienza Glass.

Gli occhiali sono stati protagonisti anche di parecchie polemiche: in alcuni stati degli USA, essi sono stati proibiti per via di una presunta violazione della privacy. Un esempio? In alcune caffetterie è stato vietato l’utilizzo dei Glass per via della fotocamera, capace di riprendere e registrare video all’insaputa degli altri clienti nei locali. Insomma, bere un caffè e registrare ciò che ti sta attorno non è proprio ben visto.

Ovviamente, oltre alle critiche, son state raccontate anche parecchie iniziative interessanti come quella del dipartimento di polizia di New York che ha deciso di partecipare al Project Explorer, comprando i prototipi per tutti i suoi agenti di polizia.
Con gli occhiali di Google sarà possibile identificare ricercati e persone con fedina penale sporca, per non parlare dell’utilità dovuta alla facile navigazione e alla comodità di indossare in viso un vero e proprio computer, lasciando le mani libere.

Durante gli anni, il progetto è cresciuto sempre più tanto che Google ha rilasciato persino le API per gli sviluppatori, interessati a creare le prime app per i Glass.
Per ora Google non ha ancora rilasciato in commercio il prodotto, che ancora resta un’esclusiva dei pochi fortunati iscritti al progetto.

https://www.youtube.com/watch?v=v1uyQZNg2vE

Cosa sta aspettando? Forse la società non è ancora soddisfatta dei risultati? Forse la tecnologia è troppo costosa per esser messa sul mercato? Considerando che oggi giorno si possono trovare smartphone anche oltre i 1000 euro, non sarebbe poi così azzardato mettere in vendita degli occhiali unici, allo stesso prezzo.

Non resta che attendere novità in merito, intanto possiamo fantasticare ed immaginarci mentre indossiamo un paio di occhiali simili e cantiamo ad un concerto.

Anna Amura