Sono stati fermati oggi, a San Ferdinando (RC) assieme ad altre 23 persone, il consigliere comunale Giovanni Pantano, assieme al sindaco del comune Domenico Madafferi e al vicesindaco Santo Celi grazie all’operazione “Eclissi”. L’Operazione ha infatti portato a 26 decreti di fermo eseguiti dai carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria ed emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura reggina.

Il blitz, denominato appunto “Eclissi”, aveva lo scopo di colpire la cosca Bellocco, un clan della ‘ndrangheta reggina da tempo sospettato di traffico di droga, estorsioni, danneggiamenti e intimidazioni. Le aziende sotto inquisizione sono tante, in cui gli investigatori hanno condotto accertamenti patrimoniali sui beni delle cosche: ristoranti, negozi, attività imprenditoriali. A causa del “trionfo della giustizia”, il Maresciallo comandante della Stazione di San Ferdinando, è stato più volte minacciato con lettere in cui i mittenti ripetevano il concetto secondo il quale il Maresciallo dovrebbe soffrire. A causa di queste parole, si è temuto l’incolumità della famiglia del destinatario, anche se fortunatamente questi messaggi non hanno avuto risvolti concreti.
Il procuratore De Raho e l’aggiunto Sferlazza, si sono complimentati con I Carabinieri per l’esito positivo dell’operazione, ed in particolare con la Stazione di San Ferdinando.

Tra i 26 fermati c’è stato, come già detto, il consigliere Pantano, eletto nel 2011 con la lista “Futuro Migliore”, ma dimesso lo scorso primo Luglio per protestare contro il trasbordo delle armi chimiche siriane a Gioia Tauro. Tra le altre cose, Pantano è anche stato tra i fondatori del Meetup organizzato dal Movimento 5 Stelle a San Ferdinando nel 2013. In questa occasione aveva anche pubblicato un video su YouTube in cui si presentava come “attivista del Movimento 5 Stelle”. Sostenendo il celebre motto “Uno vale uno”, diceva che “San Ferdinando deve uscire dall’anonimato affermandosi sul territorio reggino” e terminava il suo discorso dicendo “Vogliamo un paese dove tutte le istituzioni collaborano per raggiungere uno stesso risultato: rendere San Ferdinando un paese migliore, un’avanguardia”.

Quasi subito sono arrivate le lamentele di deputati pentastellati e dallo stesso Grillo, che hanno negato convintamente il fatto che Pantano fosse un attivista o iscritto al Movimento. Infatti gli onorevoli Barbanti e Molinari, entrambi calabresi, hanno i rilasciato le seguenti dichiarazioni: il primo ha precisato: “A San Ferdinando non esiste alcuna lista certificata del Movimento e quindi Pantano, non risultando essere un nostro eletto, non ci rappresenta in alcun modo”, mentre il secondo ha aggiunto: “Ci tengo a rassicurare sul fatto che la selezione di chi viene chiamato a spendere il nome del M5S è certosina e sottoposta al vaglio implacabile delle informazioni reperite dalla nostra rete”.
Grillo è chiarissimo sul suo blog, dove si esprime con una minaccia: “si chiede rettifica a tutti gli organi di stampa, altrimenti si procederà a querela”.

Federico Rossi