Roma- 8000 comuni sono troppi” secondo Carlo Cottarelli, che prevede, al fine di ridurne il numero, meccanismi premiali.

In Italia “c’è il problema di ridurre il numero dei comuni. 8000 sono troppi e si dovrebbe pensare ad una loro riduzione”. Lo ha affermato Carlo Cottarelli, commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica nel corso di un’audizione alla Camera dei deputati sull’anagrafe tributaria. Cottarelli ritiene che una eventuale riduzione dei comuni “renderebbe ancora più facile il coordinamento tra gli enti locali”, e proprio a questo fine sono stati previsti meccanismi premiali per ridurne il numero.

La strada da seguire è quella già intrapresa sui costi standard delle amministrazioni pubbliche; i costi standard, come spiega il commissario, vanno “di pari passo con la capacità fiscale standard. Penso possano essere in legge stabilità”.

Cottarelli ha anche specificato come la riduzione della burocrazia sia “uno dei temi principali del governo“. Per quanto riguarda le possibilità di risparmio dei comuni, questi innanzitutto “devono investire; occorre -specifica Cottarelli- dare priorità a degli investimenti che consentano il risparmio da parte delle pubbliche amministrazioni. Abbiamo lavorato con il Ministero dello Sviluppo economico sull’efficientamento dell’illuminazione delle strade: il rendimento è tale che nel giro di un paio di anni si ripagherà l’investimento“. Tuttavia, nella legge prevista per oggi in consiglio dei ministri non dovrebbe esser previsto alcun intervento sull’illuminazione pubblica. Lo stesso Cottarelli è consapevole di non essere in tempo “per farlo entrare nella legge di stabilità“. Per avviare il processo “serve un investimento iniziale che poi sarà più che ripagato nel tempo. Una possibile soluzione potrebbe essere il partenariato pubblico-privato“.

Proprio in merito alle amministrazioni pubbliche, la situazione non è rosea, come confermano i dati rilevati dall’Istat, che registrano un peggioramento dell’andamento del deficit/Pil. Nei primi due trimestri del 2014 questo rapporto è stato pari a 3,8%, con un peggioramento di 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2013.  Ponendo l’attenzione sul secondo trimestre,  l’indebitamento è stato dell’1,1%, superiore di 0,4 punti percentuali nel confronto con lo stesso trimestre del 2013.

La stessa Istat fotografa una nazione in stagnazione, con una variazione nulla del primo trimestre del 2014 rispetto al trimestre precedente. Il secondo trimestre, invece, si conferma sul -0,2%, portando alla conclusione che, tra aprile e maggio, il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,2% sul trimestre precedente e dello 0,3% su base annua.

Morena Grasso