NAPOLI – Il caso che ha conquistato il nome di “mercato dell’immondizia” è un vecchio fenomeno che si allarga.

Piazza Garibaldi, nei giorni festivi, è un trionfo di rifiuti e truffe: il corso e la piazza erano ormai da tempo occupati dai nomadi di Napoli, che, raccogliendo la “merce” dai cassonetti dei rifiuti, la rivendono al prezzo “competitivo” di 50 centesimi o un euro a pezzo. Il tutto esposto su semplici lenzuoli che poggiano direttamente a terra. Lentamente il fenomeno si è espanso, coinvolgendo anche gli extracomunitari africani che comprano la spazzatura dai rom, la lavano, la puliscono (talvolta applicando anche delle etichette false) e la rivendono come “usato sicuro“. E poi sulla piazza sono comparsi anche i primi napoletani, specializzati in oggetti di modernariato quali forchette, tazzine e posate.

E i napoletani di passaggio si fermano, guardano, comprano quello che prima avevano gettato via. “Un tappeto di schiene” definì lo scenario un  vigile urbano di pattuglia intervistato da Repubblica, per l’incredibile numero di persone ferme con la schiena china ad osservare i lenzuoli stesi a terra, intenti ad acquistare la merce ‘vintage’ proveniente direttamente dalla loro spazzatura, sicuramente non attirata dal fascino dell’usato di Resina, ma per effetto di una crisi che ormai impedisce di comprare anche nell’ultimo dei mercatini.

Tutto ciò avviene la domenica mattina, a partire da mezzogiorno, quando la polizia municipale non è posizionata ai diversi lati della piazza. Un’ordinanza della questura ha diviso la zona tra le diverse forze dell’ordine: la Guardia di Finanza sorveglia dal marciapiedi dell’hotel Cavour a corso Novara, il passaggio pedonale centrale e il versante dell’hotel Luna di piazza Mancini; Piazza Principe Umberto è affidata ai carabinieri mentre corso Lucci e corso Umberto alla polizia; la polizia municipale, nei giorni festivi, controlla dall’hotel Terminus a corso Garibaldi e le altre unità sono solo di pattuglia.

Quindi, la domenica mattina, al passaggio delle forze dell’ordine tutto è tranquillo: i venditori scappano raccogliendo la loro roba, pronti a ritornare non appena la volante si allontana.

«Abbiamo segnalato la cosa tante volte» dichiarano i commercianti della zona, e finalmente le forze dell’ordine sono intervenute: l’intervento è stato organizzato dai carabinieri della compagnia Napoli Stella che hanno effettuato un servizio di controllo coordinato sul territorio, insieme alla polizia municipale e ai militari dell’Arma, hanno allontanato circa 130 persone, tutte di etnia rom, sequestrando la merce e distruggendola, essendo questa nient’altro che spazzatura.

Il fenomeno quindi sembra essersi (per il momento) arrestato, ma non sorprenderebbe la sua ricomparsa altrove, in un’altra piazza o corso di Napoli, non tanto per l’insistenza dei rom quanto per la condizione che ci attanaglia.

Camilla Ruffo