E’ pronta la legge di stabilità 2014, che sarà esaminata alle 15 dall’Unione Europea. Dopo lunghe trattative, sembra essere entrato a pieno titolo nel documento anche l’inserimento del TFR in busta paga, che potrà essere anticipato anche per il 100%. Esclusi quasi certamente dal provvedimento saranno i dipendenti pubblici, le colf e gli agricoltori.

Padoan a Bruxelles ha deciso di non fare nessun passo indietro. Il deficit è fissato al 2.9% e il miglioramento strutturale è solo del 0.1%, nonostante gli accordi del Fiscal Compact prevedessero almeno un miglioramento dello 0.25%. Tuttavia il taglio del miglioramento strutturale non dovrebbe creare particolari problemi, vista la disastrosa congiuntura economica. Infatti, al tempo degli accordi, l’Italia prevedeva una crescita di almeno 1.1 punti percentuali in più rispetto ad oggi, ma il cambiamento repentino dei dati non ha dato la possibilità all’Italia di mantenere gli accordi. Voci insistenti vicine ai vertici della Commissione, però, danno per probabile una bocciatura del documento di stabilità, ma una certezza si potrà avere solo nel tardo pomeriggio.

Per la legge di stabilità si sta valutando la possibilità di modificare il bonus Irpef degli 80 euro, allargandolo alle famiglie monoreddito e con figli a carico. Il bonus, infatti, dovrebbe essere concesso a famiglie con reddito fino a 31mila euro, in aumento rispetto ai 26mila euro annui indicati dal primo decreto, e potranno aumentare fino a 40mila e 50mila euro annui per nuclei familiari, rispettivamente, con 3 e 4 figli a carico.

La manovra, che si aggira su circa 30 miliardi di euro, 11.5  finanziati in deficit, prevede anche un forte taglio dell’IRAP di circa 6.5 Miliardi di euro. L’abbassamento dell’aliquota regionale avverrà tramite una totale deduzione delle spese del lavoro, e sarà applicata alle aziende con dipendenti. La manovra, quindi, premia le grandi aziende mentre non tocca la situazione delle PMI. Per Squinzi questo “è un sogno che si avvera”, ma quasi 70 milioni di piccole imprese saranno ignorate dalla norma.

Sarà, invece, rinviato il riordino e la rimodulazione delle detrazioni fiscali, che prevede, oltre 700 voci. Non si procederà a sgravi modulati per fasce di reddito, ma in alcuni casi ci sarà un taglio indiscriminato. Dovrebbero comunque essere salvi gli sgravi con grande impatto sociale sulle famiglie, come le detrazioni sulle spese mediche e sugli interessi dei mutui per la casa. Potrebbe, invece, essere  reintrodotta la serie di sconti sulla casa. Sulla nuova tassa sull’abitazione, che accorperà IMU, TASI e TARI, potrebbe essere di nuovo applicato uno sconto di 200 euro per la prima casa e di 50 euro per ogni figlio a carico.

Mentre dall’Italia piovono ancora critiche sulla riforma del lavoro, dagli Stati Uniti arriva un plauso dall’agenzia di rating Moody’s, che definisce il Jobs Act “una riforma significativa per la flessibilità”. Moody’s, infatti, approva il graduale passaggio da una contrattazione salariale centralizzata ad una decentralizzata, con il ritorno del singolo operaio al centro della scena salariale. Nonostante l’agenzia stimi una contrazione del PIL del 0.3% nel 2014, si dice ottimista per l’avvio della crescita in Italia, anche per via di un “solido bilancio” e prevede una crescita marginale del 0.5% per il 2015.

Francesco Di Matteo