Non lo aveva mai vinto, ma in 16 anni nel tennis mondiale di tabù ne ha sfatati diversi: stiamo parlando di Roger Federer e del suo trionfo all’ATP di Shanghai, penultimo 1000 dell’anno solare. Il cemento cinese ha premiato lo svizzero che ha sconfitto prima in semifinale il numero 1 del ranking Novak Djokovic (6-4, 6-4) e successivamente in finale Simon (doppio tiebreak 7-6(6), 7-6(2) ai danni del francese).

Se la prima parte della settimana lo aveva consacrato con la promozione al secondo posto del ranking mondiale (scavalcato Nadal, scivolato 3°), la fase finale lo vede alzare lo Shanghai Rolex Masters per la prima volta in carriera. Per il talentuoso svizzero, nato a Basilea ben 33 anni fa, i numeri non sono mai stati un limite; anzi Re Roger continua a deliziarci di primati che fanno invidia persino ai tennisti next-gen come Nadal e Djokovic.

Il cemento cinese ha messo in luce un torneo d’illustri sconfitti, mettendo soprattutto in risalto i pochi big superstiti, due dei quali (proprio Federer e Djokovicsi sono visti l’uno di fronte all’altro nella semifinale di sabato. Lo svizzero ha eliminato il serbo con un doppio 6-4, con tanto di soli 47”, in un game fatto di soli ace da parte del primo.

Inaspettatamente più delicata è stata la finale con Simon, sconfitto anch’egli in due set, entrambi grazie al tiebreak. Nel primo il francese è andato vicino a portarsi sul vantaggio, mentre nel secondo c’è stata maggior disinvoltura per Federer, che per la prima volta ha trionfato a Shanghai.

Con questa vittoria, sono 9 i Masters 1000 diversi vinti da Roger Federer (primato assoluto), distaccando a quota 8 la coppia Djokovic-Nadal. L’unico sigillo mancante alla bacheca svizzera è l’ATP 1000 di Roma sulla terra rossa, trofeo 3 volte sfiorato (finali perse nel 2003, 2006 e lo scorso anno). Ad ogni modo, visto lo stato di forma attuale dello svizzero, con il tanto temuto ritiro che sembra procrastinarsi un po’ di più, anche questo tabù potrà essere sfatato.

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Raffaele Cianni