Torna l’appuntamento con l’iniziativa Una Mela per la vita dell’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla). Dopo le date del 12 e 13, l’Aism replica il 18 e 19 ottobre. In 3000 tra le principali piazze italiane, in collaborazione con la sua Fondazione Fism, l’Aism metterà a disposizione un sacchetto di mele a fronte di un’offerta di 8 euro per sostenere la ricerca scientifica. Inoltre, una parte delle donazioni contribuirà ad incrementare servizi sociali e sanitari per chi è colpito da sclerosi. In seguito ad iniziative come questa, l’associazione ha potuto raggiungere ottimi obiettivi negli ultimi anni, migliorando la vita di chi ne è affetto. La sclerosi multipla è una malattia autoimmune che colpisce il sistema nervoso centrale e le cui cause sono ancora sconosciute.

Una cura purtroppo non c’è anche se le nuove terapie hanno rallentato la degenerazione della malattia. Ad oggi la SLA colpisce in Italia 72000 persone tra i 20 e i 30, investendo l’attività motoria, la vista e l’equilibrio. Per questo motivo, molti sportivi hanno più volte prestato il volto per pubblicizzare la raccolta fondi: Massimiliano Rosolino, Gianluca Zambrotta da sempre sensibili al problema. Convivere con questa malattia, infatti, non è affatto semplice perché compromette il normale svolgimento di una vita normale. Spesso anche i gesti più semplici sono impraticabili e l’assistenza è necessaria. Con l’aiuto dell’Aism e in seguito ai risultati raggiunti dalla ricerca, ci sono buone speranze che le cure possano migliorare ed essere più efficaci. Se ci sono stati miglioramenti, il merito è della generosità degli italiani ai quali l’Aism dice grazie, invitandoli a sostenere nuovamente la causa. Ecco perché l’evento “Una mela per la vita”. Nelle maggiori piazze ci saranno stand dell’Aism che esporranno differenti varietà di mele: golden, royal gala, stark delicious e granny smith, da poter acquistare donando 8 euro. Lo slogan è “Ferma la sclerosi multipla e fai andare avanti la ricerca”. Quest’anno, testimonial dell’evento è il cuoco Alessandro Borghese. Lo chef ha deciso di impegnarsi per la ricerca perché: “un impegno così serio implica una organizzazione altrettanto seria, che dia garanzie a chi la sostiene di trasparenza e affidabilità”.

Agnese Cavallo

CONDIVIDI
Articolo precedentePuò del cibo bruciato provocare il cancro?
Articolo successivoEuropa: Atene crolla ancora
Agnese Cavallo, nasce a Napoli il 14 novembre 1985. Da sempre appassionata di classicità, da quando il padre le raccontava i miti greci e l’Odissea in lingua napoletana, decide che la letteratura e le materie umanistiche saranno il suo futuro. Si iscrive, così, al Liceo classico Quinto Orazio Flacco di Portici (Na) e continua l’esperienza umanistica alla Facoltà di Lettere Moderne della Federico II di Napoli. Consegue la Laurea triennale e magistrale, presentando una tesi sull’opera di Francesco Mastriani , importante giornalista e scrittore di feullitton napoletano di fine ‘800. Il giornalismo, infatti, è da sempre una passione e quasi una missione. Convinta che i giornalisti siano spesso persone lontane dalla realtà, pronti, più che alla denuncia alla gogna mediatica, nei suoi articoli preferisce una sana soggettività volta all’etica e al sociale, anziché un’oggettività moralistica e perbenista. Nel febbraio 2012 inizia la sua esperienza con il giornale “Libero Pensiero News” occupandosi di sociale, cronaca, cultura e politica. Il suo argomento preferito? Napoli, tra contraddizionie e bellezza.