Sono attimi di tensione, quando il corteo di studenti, lavoratori e disoccupati raggiunge piazza Castello dove alle 17 avrà luogo il vertice UE sul lavoro al teatro Regio.

La manifestazione – organizzata dalla FIOM, ma che ha visto anche la partecipazione della CGIL di  Torino e del Piemonte di alcune sigle e categorie di scuola, pubblica amministrazione, pensionati e dei centri sociali – ha visto un brusco cambiamento di programma quando un gruppo corposo di partecipanti, secondo la Questura 300, ha superato le transenne dirigendosi verso il Teatro Regio, dove sono entrati in contatto con le forze dell’ordine in assetto antisommossa. Al lancio di pomodori, petardi e sampietrini le forze dell’ordine hanno risposto con lacrimogeni e cariche di dispersione per riprendere il controllo della piazza. Davanti alle cariche i manifestanti hanno ripiegato, ed è stato confiscato il camioncino che apriva il corteo.

Sotto fermo 5 antagonisti, di cui 2 minorenni secondo le fonti vicine agli studenti; non precisato il numero di feriti tra manifestanti e poliziotti: tra di essi spicca la figura del vicario del Questore di Torino, il quale sarebbe stato raggiunto da un petardo alla gamba sinistra, con una prognosi di non meno di 15 giorni di riposo.

Dopo lo scontro sono iniziate discussioni sulla sicurezza del vertice, ma sopratutto tra le varie anime della manifestazione; difatti Maurizio Landini ha attaccato l’operato delle forze dell’ordine, ritenuto eccessivo, ed ha rivolto un monito forte al governo e alle forze tutte: “Questa piazza di Torino è una prima risposta. Il premier diceva che la CGIL e la FIOM non rappresentano più nessuno, a lui potremmo dire venga qui a contarci”. Sul palco della manifestazione ha poi continuato “Oggi è una giornata importante perché noi, a differenza del governo, vogliamo unire il Paese e non dividerlo, e lo diciamo anche a quanti, in fondo alla piazza, in modo sciocco, continuano ad andare contro le forze dell’ordine”.

Dall’altro lato, invece fonti vicine ai movimenti antagonisti criticano l’operato della FIOM e di Landini in particolare per non aver dato man forte agli studenti, lavoratori e disoccupati soggetti alle cariche, ma letteralmente “di aver voltato la faccia” ad una parte del corteo e di essere stato ipocrita inneggiando “all’unità” delle forze.

Ora la tensione è in ascesa in quanto si prevedono nuovi blocchi all’apertura del summit alle 17, mentre il ministro Poletti ha confermato che incontrerà una delegazione di lavoratori.

Dario Salvatore