Da oltre un decennio, la Campania sembra come smarritasi in una fitta selva di proteste e informazioni, più o meno corrette, sui rifiuti speciali e roghi tossici. Dopo la premiazione di Frattaminore come comune più virtuoso di Italia, sembra che i tempi per un riscatto siano maturi. Fare dell’allarmismo non serve. Altrettanto inutile attendere che qualcuno dall’alto risolva il problema. E’ tempo, invece, di cominciare a parlare di soluzioni e, per questo, Libero Pensiero ha posto delle domande a Vincenzo Caso, il Sindaco del comune più virtuoso di Italia, Frattaminore.

Sindaco Caso, come si diventa il comune più virtuoso di Italia?

L’amministrazione comunale di Frattaminore ha concentrato i suoi massimi sforzi sulla salvaguardia e la tutela del territorio. La riduzione dei rifiuti, la raccolta differenziata, la vigilanza del territorio non possono essere più pratiche ai margini delle agende politiche degli amministratori locali. Protestare quando poi nel quotidiano non si è fulgidi esempi di buone pratiche ambientali è un paradosso inaccettabile. La pressione sui livelli amministrativi più alti non va attenuata, ma è ora che comuni e cittadini si diano maggiormente da fare.

Può farci un esempio delle strategie messe in atto per tutelare l’ambiente e il territorio di Frattaminore?

Ho, da poco, ricevuto i primi dati ufficiali sulla lotta all’amianto. A seguito di una mia ordinanza, la n. 26 dell’ottobre 2013, sono stati censiti 311 manufatti con coperture di amianto. A Frattaminore ci sono ben 27.856,34 mq di amianto. Ad oggi, 4328 mq già risultano rimossi, mentre altri 3083,4 mq sono in corso di rimozione. Qundi, entro la fine del 2014 risulteranno eliminati 7411,4 mq di amianto su 27.856,34 mq esistenti grazie agli incentivi TARES (esenzione totale) e TARI (esenzione 20 euro per ogni mq di amianto rimosso fino a totale esenzione). Abbiamo fatto, così, valere un principio fondamentale: chi opera per il bene proprio e della comunità deve essere incentivato ed agevolato, mentre chi opera a danno proprio e della comunità va punito con sanzioni amministrative. La guerra all’amianto a Frattaminore è stata vinta, quelli raggiunti sono risultati eccellenti, ma non mi accontento. Ho dato disposizione affinchè dal primo novembre un drone sorvoli l’intero territorio frattaminorese per identificare i tetti non censiti, sanzionando i proprietari ed obbligandoli alla rimozione dell’amianto.

Quindi, una soluzione al problema della Terra dei Fuochi esiste ed è anche molto semplice: poche chiacchiere e più fatti.

A Frattaminore, con orgoglio, la Terra dei fuochi la combattiamo con i fatti, le chiacchiere e le passerelle non ci interessano. Le isole ecologiche, la raccolta differenziata, la riduzione dei rifiuti, le energie rinnovabili, le case dell’acqua, la cura del verde pubblico, il risparmio energetico, la sorveglianza del territorio qui da noi sono diventate pratiche normali e fondamentali della nostra azione amministrativa. Stiamo davvero provando a spegnerla questa maledetta Terra dei Fuochi

Un’ultima domanda. Qual è la vera sfida per il futuro del nostro territorio?

Bisogna scongiurare il rischio che la paura ci faccia vivere la produzione energetica ed industriale come un attentato alla salute. Le imprese, le industrie servono al fine di ricreare un livello occupazionale coerente con i bisogni del territorio. Ma per riuscire in questa complessa quadratura del cerchio è necessario sanare il conflitto ideologico tra industrialismo e diritto alla salute dei cittadini. Il punto di equilibrio è quello di un impegno corale sul rigore dei requisiti di sicurezza, sui processi di controllo delle emissioni, sulla funzionalità degli impianti, ma, soprattutto, bisogna puntare su forme innovative di pubblicizzazione del controllo dei processi produttivi e del monitoraggio su aria, acqua, elettrosmog e amianto oltre che sul territorio in generale per prevenire reati ambientali. La sfida, insomma, è quella di sporcarsi le mani, di negoziare condizioni e protocolli ambientali rigorosi, di rendere compatibili le esigenze produttive e i diritti delle comunità coinvolte. L’idea che se vincono le ragioni del profitto debbano soccombere quelle dei cittadini e viceversa non può che condurre in un vicolo cieco.

Domenico Cacciapuoti