Nella giornata del 15 Ottobre, le Commissioni Affari esteri e Difesa hanno presenziato, al Senato, all’audizione del ministro della difesa, Roberta Pinotti, in merito all’evolversi della situazione in Medio Oriente e al prossimo intervento italiano nell’area.

Il ministro ha annunciato l’invio di materiale bellico di provenienza sovietica, conservato dall’ 1994 nel deposito militare di Guardia del Moro in Sardegna, ai guerriglieri curdi. Si tratta, nello specifico, di munizioni per mitragliatrici e per sistemi anti-carro, confacenti con le armi in dotazione ai curdi. Come il ministro poi ha spiegato  “Il trasporto verso la città di Erbil, nella regione del Curdistan iracheno, è attualmente in corso, utilizzando vettori aerei militari” e ha poi proseguito “Nelle prossime settimane, potrà poi essere inviato personale per l’addestramento e la formazione delle forze che contrastano l’Isis: si tratta di un totale di circa 200 militari che andrebbero ad operare presumibilmente a Erbil. Peraltro, sono in arrivo in Italia alcuni militari curdi che verranno addestrati all’uso dei sistemi d’arma che abbiamo già ceduto loro. Successivamente, potremo inserire nel teatro operativo del personale con funzione di consigliere per gli Alti Comandi delle Forze irachene (si parla di 80 militari per un totale 280 uomini, ndr)”. In ossequio ad una politica di stabilizzazione dell’area, come è stato prospettato, verranno consegnati 24 veicoli blindati Centauro all’alleato giordano, divenuto strategicamente fondamentale per le operazioni della Coalizione Internazionale nell’area; in aggiunta, si è paventata la disponibilità ad inviare un velivolo KC-767, per il rifornimento aereo, e due velivoli a controllo remoto tipo Predator che svolgeranno funzioni di sorveglianza nella regione.

Va detto che tale linea di azione era stata preceduta, come lo stesso ministro ha poi ricordato, dall’invio di materiale umanitario nella zona degli scontri, portato a termine in Agosto. Il ministro Pinotti ha poi ribadito che l’intervento italiano sia “un dovere morale” finalizzato alla cessazione dei massacri perpetrati dall’Isis ai danni della popolazione curda nello Stato di Siria e Iraq.

Dario Salvatore