Il leader Beppe Grillo ci ha abituato ogni anno al #restituationday, giorno di festa dove, i parlamentari, restituiscono allo stato le eccedenze del loro stipendio e diaria non spesa. Quest’anno, l’evento che fino ad ora ha visto donare 10 milioni di euro, è stato posticipato per paura di essere oscurato dall’incontro al circo massimo della scorsa settimana. Per altri, invece, il posticipo sarebbe dovuto al fatto che ci sono ben 52 ritardi nella rendicontazione delle spese. Di fatti, da aprile, ben 47 parlamentari non rendicontano stipendi e diaria.

Gli introiti versati vanno direttamente al fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, gestito dal Ministero dello Sviluppo Economico. Il fondo, realtà dal 2000, funge da garanzia alle imprese private in possesso di determinati requisiti, che richiedono, presso una banca, un finanziamento. Così, la garanzia coprirebbe l’impresa in caso di insolvenza. In mancanza di fondi, si sostiuirebbe a tale garanzia lo Stato. Il sistema, si basa sull’effetto leva, in breve, per ogni euro in dotazione ne arrivano circa 20 di finanziamenti, come detto da Grillo in un post sul suo blog del 4 Marzo 2014 : “è per questo che abbiamo scelto di versare le eccedenze di stipendio dei nostri parlamentari presso questo strumento, che agisce a beneficio dell’economia reale”.

Più volte, girando sul web, ci si è imbatutti in video e articoli a cinque stelle che sponsorizzavano tale fondo e chiarivano le idee ai cittadini sull’accesso ed eventuali richieste.

A donare una valida risposta fu Arturo Artom all’Huffpost dicendo: “L’idea di versare le eccedenze al fondo di garanzia venne a me e a Vito Crimi, poiché con cira 2,5 milioni versati dai parlamentari, le imprese avranno ossigeno per altri 50 milioni”. Qualcuno si ricorderà di Artom per aver fondato e guidato dal 1993 Telsystem, all’epoca l’unica azienda di concorrenza alla Sip, poi divenuto AD di netsystem.com . Artom è un personaggio molto vicino a Casaleggio, tant’è che fù lui, insieme a Massimo Colomban a fondare confARPI (Confederazione delle Attività Produttive Italiane) e ad organizzare incontri tra imprenditori e guru a 5 stelle per trovare soluzioni ai problemi delle piccole e medie imprese.

In un articolo di questa mattina, la giornalista di Panorama Caris Vanghetti scrive : “Sei aziende destinatarie di quegli aiuti gravitano proprio nel campo del movimento 5 stelle” – continua – “ Alcune aziende vicino al mondo grillino, hanno usufruito del Fondo. Quasi 3 milioni dei soldi versati dai parlamentari sono andati ad aziende partecipate da persone che sedevano con Grillo e Casaleggio nel Think Tank Group della confapri” ed infine conclude “alla faccia della trasparenza”.

Tra i beneficiari della garanzia spuntano nomi di aziende come Netsystem.com, Acquavite, Farmac Zabban. Alcune delle 6 aziende legate a personaggi facenti parti del pensatoio di Confarpi dove, da qualche tempo, non compare più tra i visionari il nome di Beppe Grillo e di Casaleggio, ma al contrario è ancora lì, nella lettera C, il nome del senatore della republica Vito Crimi. Per queste 6 aziende, le garanzie vanno da 120 mila a 1 milione e 900 di euro, per un totae di 4,9 milioni.

Alla fine non ci sarebbe nulla di male, se non fosse che sempre il 4 marzo 2014, Beppe Grillo, nel suo blog, teneva a precisare che : “Il m5s non ha né potrebbe avere alcuna influenza su questo organismo. I requisiti per accedere alla garanzia sono stringenti, chiari e trasparenti. E le associazioni imprenditoriali rappresentate in seno al comitato non hanno legami diretti o indiretti con il MoVimento 5 stelle”. Trattasi dunque di conflitto d’interessi o di poca attenzione?

Giuseppe Ianniello