Oggi è terminato il decimo vertice internazionale dell’ASEM (Asia-Europe Meeting) tenutosi a Milano il 16 e 17 ottobre. Hanno partecipato in 51 tra paesi europei ed asiatici e due organizzazioni internazionali, l’Unione Europea e L’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN). La questione centrale dell’incontro è stata la “collaborazione per una crescita sostenibile e la sicurezza”, ma molti sono stati i temi di discussione, dal riscaldamento globale ai diritti umani, dalla cooperazione finanziaria alla sicurezza energetica.

Questa è la seconda volta che ho il privilegio di presiedere al summit dell’ASEM, che è una piattaforma chiave per il dialogo tra l’Europa e l’Asiaha detto il Presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, “Non vedo l’ora, in particolare, di riaffermare la nostra responsabilità comune per la promozione della pace e della sicurezza in Asia e in Europa“.

Questa mattina si è tenuto un incontro tra il presidente ucraino Poroshenko, lo “Zar” Putin e i presidenti dei principali Stati europei tra cui François Hollande, David Cameron, Angela Merkel e Matteo Renzi, oltre ad Herman Van Rompuy e José Barroso in veste di rappresentanti dell’Unione Europea. L’obiettivo era quello di trovare un accordo per porre fine definitivamente alla guerra civile che imperversa da mesi nella parte orientale dell’Ucraina. Secondo Putin è stato un “incontro buono e positivo“. I partecipanti si sono mostrati d’accordo sulla possibilità di utilizzare droni italiani, francesi e tedeschi per monitorare il confine tra Russia e Ucraina.
Penso che abbiamo fatto un passo avanti“, “ci sono delle differenze” ma “non possiamo accettare che l’Ucraina sia instabile” ha detto il Presidente del Consiglio Renzi dopo la riunione: “tutti si sono detti d’accordo sulla necessità di continuare il dialogo per una soluzione della questione“. Riferendosi alla discussione tra Putin e Poroshenko, ha detto che “hanno discusso in modo chiaro e franco“.

Non tutti, però, la pensano come Renzi: il leader ucraino Poroshenko si è detto pessimista.
L’incontro bilaterale di due ore e mezza, tenutosi il giorno prima tra il cancelliere tedesco Merkel e il presidente russo Putin, ha evidenziato la persistenza di pareri discordanti. Il portavoce di Berlino ha detto che i due hanno discusso della “inadeguata” applicazione dell’intesa precedentemente raggiunta che prevede il cessate il fuoco, le elezioni comunali a Donetsk e Lugansk secondo le leggi ucraine e il controllo dei confini. Il portavoce del governo russo Dmitri Peskov ha detto che ci sono “serie divergenze” sulle cause del conflitto ucraino ed ha aggiunto: “I partecipanti al vertice di questa mattina sulla crisi in Ucraina si rifiutano di guardare in faccia la realtà, rendendo i negoziati difficili e pieni di disaccordi e incomprensioni. Purtroppo, alcuni hanno mostrato una totale mancanza di volontà di comprendere la realtà della situazione nel sud-est dell’ucraina. I colloqui sono davvero difficili, ci sono molti disaccordi e molta incomprensione. Eppure, vi è uno scambio di opinioni“. Putin avrebbe affermato che “certi leader UE non capiscono cosa succede in Est Ucraina“. Van Rompuy non ha potuto non constatare le “differenze di opinione“, mentre la cancelliera tedesca ha detto che per ora, purtroppo, non vede aperture da parte di Putin.

Bruno Formicola