Il mistero e l’occulto, che da sempre esercitano un fascino particolare, sono presenti anche nella bella città del sole. L’animo e la psiche dell’uomo sono da sempre attirati e affascinati da quello che non si comprende, soprattutto ci facciamo intrigare da credenze, leggende e superstizioni. In una città come Napoli la cui storia si fonda anche sulla seducente e suggestiva letteratura popolare e folkloristica, la gente crede ancora a personaggi e storie magiche tramandate da generazioni nella tradizione popolare.

Un’attenzione merita, dunque, il discorso intorno al mistero e alle storie di magia che alimentano la vox populi: soprattutto la Napoli delle stradine strette dove il sole non entra mai sembra il luogo adatto per le superstizioni. Numerosi sono gli edifici e i palazzi che hanno dato credito a storie di fantasmi e presenze sinistre girovagare per le scale o su vecchie terrazze.

Come ricorda FanPage, ecco le storie più affascinanti e incredibili di alcuni noti palazzi della città:

  • La storia di Giuditta Guastamacchia, sanguinaria assassina giustiziata il 19 aprile del 1800 , racconta che la sua anima si aggiri ancora adesso nei corridoi di Castel Capuano per vendicarsi del modo in cui è morta. Infatti come prevedeva la legge dell’epoca, Giuditta venne impiccata e privata di testa e mani: le sue membra furono esposte alle sbarre di ferro della cella in cui vene ammazzata. Ogni tanto torna a far visita ai vivi.

 

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  • La leggenda di Palazzo Sansevero,  situato in Piazza San Domenico, narra di una giovane Maria d’Avalos che venne uccisa in compagnia del suo amante Don Fabrizio Carafa d’Andria per opera del marito Carlo Gesualdo, principe di Venosa, che li sorprese amanti. Il Principe decise allora di murarli vivi nella stanza del tradimento: era il 18 ottobre 1590. Alcuni raccontano che nelle notti tempestose qualcuno ancora gridi di dolore: un urlo agghiacciante.
  • Inquietante e raccapricciante è la storia di Palazzo Spinelli di Laurino, situato in via Tribunali è un palazzo storico del 1500. Una credenza vuole che fosse dimora di una bambina di nome Bianca, orfana di buona famiglia, accolta in casa sua dal Duca. Donna Lorenza, moglie del Duca, decise di ammazzare la ragazzina in preda alla gelosia e all’odio murandola. Si racconta che  la ragazzina prima di morire pronunciò con fare sibillino: “Famme pure mura’ viva, ma in allegrezza o in grannezza tu me vidarraje”. Da allora ogni volta che alla famiglia Spinelli accadeva un evento lieto o una sventura, l’anima di Bianca echeggiava nel palazzo.

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  • Si racconta tra le leggende più note quella del palazzo che sovrasta l’isolotto della Gaiola, una villa lussuosa e abbandonata è abitata dal fantasma di una donna senza volto. I pescatori narrano che si tratti dell’anima della sposa di un vecchio proprietario della villa macchiatosi di tradimento, morta negli anni ‘20. L’uomo, innamorato della cognata, fu scoperto dalla moglie. La donna in preda al dolore scappò e di lei non si seppe più niente finché venne ritrovato il suo corpo senza vita in mare. Nasce così la maledizione della Gaiola: morti misteriose.
  • La storia più conosciuta è quella di Palazzo Donn’Anna a Posillipo infestato dallo spirito di Anna Carafa, donna seducente ed elegante che ammazzava gli amanti gettandoli dopo aver giaciuto con loro. Sono ancora i pescatori a raccontare di aver sentito lamenti, pianti e gemiti provenire dal mare.
  • Nello stesso palazzo si dice che sulla vecchia terrazza si avvistano due figure biancastre che danzano: forse sono gli spiriti di Mercede de las Torres e Gaetano Casapesenna uccisi per amore.

 

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  • Di recente, però, altre nuove leggende dal gusto popolare sono circolate in merito ad un palazzo situato in via Giambattista Vico devoluto alla Madonna di Pompei. I condomini raccontano di fenomeni inspiegabili come mobili che volano, porte e finestre che sbattono e sinistre figure umane prive di gambe che si aggirano nel palazzo.
  • Oppure nei pressi di Corso Garibaldi  in un palazzo si sente il fantasma di un impiccato la cui testa appare in cima alle scale oppure alle finestre.

Attenti: passeggiando per i violetti della città si rischia di imbattersi in un fantasma.

Valentina Labattaglia