“Ho perso contro un vecchio ragazzo di 50 anni”

Queste sono le parole di Michael Kidd-Gildchrist, importante giocatore degli Charlotte (seconda scelta assoluta al draft 2012) dopo l’one-on-one game contro il più grande giocatore di basket di tutti i tempi: Michael Jordan.

E’ curioso che un ragazzo di 20 anni, preparato atleticamente per sostenere gli alti ritmi dell’NBA, possa perdere una sfida con un ex cestista cinquantenne. Ma se alla logica tale fattispecie può apparire anacronistica, per i devoti di Air è tutto sensato. Jordan è comunemente riconosciuto come il più forte cestista di sempre, e rappresenta l’esempio e un termine di paragone per chiunque si avvicini alla palla a spicchi.

Eppure, Michael l’immortale, è stato vicino alla morte sin da giovane. Infatti, all’età di 2 anni ha rischiato di essere fulminato, mentre a 17  è rimasto vittima di un bizzarro incidente, quando un maestro di arti marziali, sbagliando una dimostrazione, gli ha perforato lo sterno. Ma il suo destino era scritto, e per la fortuna degli amanti del basket è ancora vivo, vegeto e pimpante.

I campioni di oggi si rifanno a lui e cercano di batterne i record. E’ il caso di Kobe Bryant, stella dei Lakers, che dopo 5 titoli NBA punta al sesto, proprio per eguagliare il maestro. In tal senso, nella classifica dei punti realizzati, sono distanziati solo da 348 punti.

Phil Jackson, che li ha allenati entrambi durante una luminosa carriera (11 anelli NBA) è intervenuto sulla vicenda, svelando un interessante aneddoto: “quando andammo a giocare a Chicago, quando Kobe e MJ si strinsero la mano, le prime parole che uscirono dalla bocca di Kobe furono: sai anche tu che posso distruggerti uno contro uno?”.

Un altro campione che sta marciando verso l’immortalità di Jordan è LeBron James, soprannominato the chosen one (il prescelto) oppure the king (il re). Anch’egli ossessionato dalla voglia di vincere, punta a superare il vecchio numero 23 dei Chicago Bulls. Lo scorso 27 aprile in gara 3 della partita tra i Miami Heat e i Charlotte Bobcats, James ruba palla, se ne va in campo aperto e schiaccia. Sembra un’azione come tante, ma in questa schiacciata c’è qualcosa di diverso, infatti, King James prima di finalizzare, rallenta e gira la testa, guarda fuori dal campo, in un punto preciso tra gli spettatori, proprio dove siede Michael Jordan: è una sfida. Si potrebbe pensare ad un uno contro uno tra LeBron e Jordan; quest’ultimo sostiene che l’avrebbe battuto. Purtroppo queste sfide possiamo solo immaginarle.

In conclusione, vi sveliamo un piccolo aneddoto: sembra che il preparatore atletico di Jordan abbia un fascicolo dal titolo How to put Micheal back on the court at fifty, ossia Come rimettere Michael Jordan in campo, nell’NBA a 50 anni.
Tutti dicono che sarebbe possibile perché lui non è un uomo come tutti gli altri.

Fonte immagine in evidenza: google.com

Fonte virgolettati: Eleven rings di Phil Jackson

Alessandro Orlandino