NAPOLI – L’ultimo aggiornamento dall’Unione degli Universitari arriva stamane, con ri

sposta all’ultima ordinanza data dalla SUN la quale dichiara l’inizio dell’anno accademico, degli studenti ammessi regolarmente al corso di studi in Medicina, il 20 ottobre mentre, gli studenti vincitori del ricorso avranno delle “classi pomeridiane” dal mese di gennaio.

Situazione più che grave: giacché il 10 settembre il TAR aveva deliberato un’ordinanza nella quale si dava l’obbligo d’immatricolazione a tutti gli studenti, ricorrenti, al primo anno accademico.
E così che, dopo il pagamento della prima retta con tanto di tassa per il diritto allo studio che, i vincitori del ricorso si sono trovati in questa più che sfavorevole situazione; gli studenti hanno atteso comunicazioni fino al 23, quando è arrivato un avviso di ottemperare all’ordinanza.
Lorenzo Fattori, coordinatore dell’UDU, si è da subito mobilitato, con il gruppo studentesco della SUN, per avviare una contr offesa nei confronti dell’ultima ordinanza del Consiglio del Corso di laurea 2014/15.

-Lorenzo, cosa pensate di fare per risolvere il prima possibile questa indegna situazione venutasi a creare nell’Ateneo della SUN?

Stiamo muovendo tutto quello che abbiamo a disposizione: intanto abbiamo fatto presentare un’interrogazione alla Giunta Regionale, mentre stiamo preparando le contromosse insieme all’avvocato Bonetti e ai nostri responsabili nazionali.

-I ricorrenti, così da come si evince dall’ultima comunicazione da parte del Consiglio del corso di laurea, dovranno attendere classi pomeridiane, com’è possibile far seguire dei corsi a questi ragazzi da gennaio? Non credi che avranno un disagio non indifferente, sia per quanto riguarda il ritardo del loro corso, di studio, sia per il sentirsi “non-in diritto” di studiare come gli altri?

Certamente; è una vera e propria discriminazione, un apartheid universitario, il cui scopo può essere soltanto quello di farli scoraggiare e fargli rinunciare al godimento del pieno diritto allo studio. Ma non ci fermeremo.

-Un’operazione del genere è stata fatta certamente a discapito di molti studenti, i quali non ne hanno colpa, ma i professori cosa pensano di questa situazione? E’ possibile contare sull’appoggio di alcuni per sbloccare la situazione?

Ci sono alcuni professori che si sono mostrati molto aperti verso il nostro punto di vista, e questo è un bel segnale; sembra però che chi detiene la governance dell’Ateneo non accenni a fare passi indietro, il che ovviamente ci costringerà a continuare con la rivendicazione. Sono fiducioso che risolveremo la situazione, perché l’ordinanza del TAR che permette l’immatricolazione di questi ragazzi parla esplicitamente di “TEMPESTIVA frequenza delle lezioni”, e questa attesa di tempestivo non ha proprio nulla; inoltre, ritengo inevitabile, a questo punto, la richiesta del pagamento di danni da parte dell’Ateneo in favore di questi studenti. Spero che chi decide abbia ben presente le gravi conseguenze che seguiranno al perseverare di questa discriminazione, e sia pronto ad assumersene le responsabilità.

Claudia Polo