Alla festa provinciale dell’Unità di Ragusa Ibla, parla Massimo D’Alema, principale sconfitto (insieme a: Bersani, Cuperlo, Bindi, Civati, manca qualcuno?) della minoranza PD sulla battaglia dell’Articolo 18: “Anche il vecchio Pci aveva deliberato l’autonomia dei gruppi parlamentari, se invece il Pd decide di tornare indietro su questa linea significa che chiamare il partito ‘democratico’ è solo un dolce eufemismo”.

Il problema dell’ex leader maximo è la definizione di partito leggero e lo spiccato correntismo interno: “Si pensa più a un partito di comitati elettorali e ci si preoccupa di organizzare iniziative di correnti piuttosto che organizzare il partito, questo è quello che mi preoccupa”. Altro dettaglio: i numeri delle tessere, D’Alema spiega: “si possa porre rimedio a questo calo di iscritti. Vi sarà una riunione della direzione nazionale del partito lunedì prossimo e spero che si possa avere una decisa risposta perché i partiti sono utili”.

Ma non si allontana perché “Il Pd è una forza di governo  che non ha al momento alcuna alternativa visto che vi è l’eclissi del sistema bipolare. Ad oggi, ad animare il dibattito politico sono solo alcuni componenti del Pd perchè anche l’opposizione spera che non cada il governo”. Infatti, spiega: “sul Jobs act Berlusconi ha fatto uscire dall’aula 20 senatori per non mettere in difficoltà Renzi”.

Legge di stabilità, D’Alema la pensa così: “La legge sulla stabilità ha delle buone misure come la stabilizzazione degli 80 euro e gli incentivi sull’occupazione, ma è poco attenta alle fasce deboli quando si attaccano i servizi essenziali come quelli medici. Bisogna vedere bene come i ‘tagli’ sono stati varati. So solo che c’è un Paese in sofferenza, la decrescita del Pil è preoccupante, c’è un divario sempre più forte tra il Nord e il Sud. C’è l’esigenza di un rilancio dell’azione governativa e politica per dare fiducia a un Paese che fa fatica a uscire dalla crisi economica e sociale in cui ci troviamo immersi sin dal 2008”. 

Luca Mullanu

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.