Dopo l’aggressione a Severino Nappi, assessore al Lavoro della Regione Campania, la Digos è intervenuta per denunciare i colpevoli. Nappi, infatti, insieme alla sua assistente, sotto il Palazzo Santa Lucia a Napoli, è stato attaccato da un gruppo di protestanti dell’Astir.La Digos ha individuato tredici manifestanti ritenuti responsabili di violenza, resistenza a pubblico ufficiale e manifestazione non autorizzata. La polizia intanto, attraverso vari video sta cercando di risalire ad altri responsabili non ancora identificati.

I lavoratori dell’Astir, società regionale in liquidazione, lavorano nel settore delle bonifiche e da ben trentatré giorni erano in presidio permanente, e questo non è tutto: sono passati sette mesi da quando vivono senza copertura e garanzia economica. In totale sono 440 gli addetti coinvolti che hanno resistito in questi giorni davanti alla sede della Regione Campania passando notte e giorno per resistere all’amaro destino a cui va incontro l’azienda.La risposta più importante, però, è stata data dai protagonisti della vicenda è stata inaspettata.

I lavoratori, infatti, preso atto di quanto accaduto, hanno deciso di sospendere o meglio terminare il presidio che sembrava fosse determinato a non mollare ancora per molto.

Una scelta che in se comprende un gran gesto da parte di chi, nonostante le lunghe attese, non ha mai smesso di aspettare un cambiamento e sperare in un futuro lavorativo migliore. Questi, hanno tolto il presidio «per dare dimostrazione di responsabilità e fiducia nelle assicurazioni fatte dal presidente Caldoro, ovvero l’attivazione della cassa integrazione e la ricollocazione in Campania Ambiente di tutti i dipendenti Astir».

Il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, inoltre, ha così commentato l’accaduto: «Siamo a lavoro giorno e notte, fra mille difficoltà, per dare risposte e per trovare soluzioni a problemi creati da altri e per affrontare una crisi economica durissima che colpisce il Paese e ancora di più il Sud. Comprendiamo le ragioni del disagio, il malessere che molti vivono. Non siamo però più’ disponibili ad accettare intimidazioni, atti di violenza e violazioni della legge».

Purtroppo la vicenda testimonia sempre più le incertezze che spesso i lavoratori riscontrano nel proprio ambito lavorativo e soprattutto l’urgenza di cambiamento.

Carmela Davide