Hong Kong ha oramai superato i cori all’italiana di “Bella Ciao” ma i nuovi scontri minacciano la serenità dell’intero quartiere di Mongkok. Infatti, gruppi di studenti pro democratici hanno deciso di riprendere le proteste pacifiche per adempiere alla lotta contro il sistema elettorale che vige e detta ordini direttamente da Pechino.

Purtroppo la situazione di escalation è degenerata quando un gruppo di giovani studenti ha ricompattato l’accampamento che era già stato smantellato durante la mattina di venerdì; i ragazzi in corteo sono stati costretti a difendersi creando un blocco con degli ombrelli, dopo l’attacco effettuato dagli organi di polizia che hanno agito spruzzando spray orticante e impaurendo la folla con dei manganelli.

Ciononostante, il capo della polizia Andy Tsung, ha affermato delle lamentele circa le condizioni radicali e di violenza con cui si sarebbero posti i giovani studenti, anche se le dichiarazione da parte di questi ultimi di voler evitare gli scontri sono state effettivamente assecondate, dato che le uniche armi registrate sembrano essere ombrelli e libertà d’espressione.

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Erano in circa novemila per le strade di Hong Kong quando l’accaduto si è verificato. Di questi, ventisei protestanti risultano essere stati arrestati durante lo smantellamento dell’occupazione delle strade, mentre invece altri quindici poliziotti sono stati lievemente feriti.

Attualmente l’occupazione prosegue grazie ad un gruppo imperterrito di protestanti, mentre, come dichiara il segretario generale dell’amministrazione di Hong Kong Carrie Lam, il governo intende nuovamente aprire uno spiraglio dedicato al dialogo per le proposte dei manifestanti di avvicinarsi ad una riforma elettorale che rassomigli pienamente ad una legge democratica, nonostante la centralità di potere che attualmente detiene Pechino.

Alessandra Mincone