L’esercito svedese ha dispiegato navi, aerei e fanteria nell’arcipelago di Stoccolma in risposta a quella che ha definito una “minaccia straniera“. L’operazione è iniziata nel tardo pomeriggio di ieri, ma secondo le Forze Armate continuerà fino a questa sera. Si tratta di circa 200 unità.
Jesper Tengrtoh, addetto stampa dell’esercito, ha detto che “l’operazione continuerà fino a quando riterremo di averla conclusa“, ha poi aggiunto che si sta cercando di verificare la fondatezza delle informazioni ricevute ieri ma che l’esercito ritiene provenire da “fonti autorevoli“, come scritto sul sito delle Forze Armate.
Il ministro della difesa Peter Hultqvist ha detto che l’esercito lo sta tenendo continuamente informato e che ha piena fiducia nel suo giudizio.

Siamo sostenuti per il lavoro che stiamo svolgendo nell’area. La zona è molto trafficata, quindi è importante per noi chiarire bene ciò che stiamo facendo” ha detto Jonas Wikström, comandante dell’operazione. Sia il comandante che il ministro non hanno fornito ulteriori spiegazioni sulla natura della minaccia e non hanno parlato di sommergibili. Quando è stato chiesto a Tengroth se ci fosse un paese in particolare sospettato di queste operazioni, ha annunciato che non avrebbe commentato ulteriormente.
Secondo il giornale Svenska Dagbladet (quotidiano svedese), la minaccia è stata rilevata nei pressi di un’isola a 50Km di distanza dal centro di Stoccolma.

Stefan Ring, un esperto di strategia militare dello Swedish National Defense College ha detto che è stato importante mandare un segnale. “È importante in questo tipo di situazioni, ora che stiamo notando una escalation nel Mar Baltico, comunicare molto chiaramente che abbiamo la situazione sotto controllo. Se non si facesse nulla e si scoprisse che la minaccia è seria, faremmo credere al rivale che la loro operazione non ci riguarda tanto“.
Secondo Ring è presto per poter collegare l’incidente alla Russia, visto che, per ora, ci sono poche informazioni su ciò che è accaduto.

La patria degli zar, comunque, resta la principale sospettata.
Negli ultimi mesi l’attività delle forze militari russe nel Mar Baltico è incrementata. All’inizio di Ottobre l’intelligence svedese ha fotografato un caccia russo SU27 a pochi metri di distanza da un proprio velivolo. In una dichiarazione l’agenzia ha riferito che si è trattata di una distanza “inusualmente provocatoria” e il capo delle comunicazioni Anni Bölenius ha detto che vi è una tendenza crescente di questo tipo di azioni che differisce da quanto riscontrato in passato.
Precedentemente invece, a Settembre, la Svezia ha assistito a quella che secondo il Ministro degli Esteri Carl Bildt è stata la “più grave incursione aerea russa” degli ultimi anni: due bombardieri russi SU24 sono entrati per 30 secondi nello spazio aereo svedese.

L’attività sottomarina sovietica destò preoccupazione nel 1981, durante la guerra fredda, quando fu trovato un sottomarino U137 a Blekinge, nel sud del paese, scatenando un incidente diplomatico.

Bruno Formicola