Milano- Centouno mila in piazza Duomo a Milano per la manifestazione contro l’immigrazione intitolata “Stop invasione“, tra cui un migliaio di militanti di CasaPound. Nelle stesse ore, il capoluogo lombardo è stato attraversato anche dalla contro-manifestazione organizzata da centri sociali e associazioni, alla quale hanno partecipato anche numerosi migranti. “La Lega non è contro l’immigrazione, ma siamo qui perché siamo contro gli immigrati clandestini, punto”. Questa la specifica di Matteo Salvini, segretario della Lega, seppur talune affermazioni della stessa manifestazione denominata “Stop invasione” possano far credere il contrario.

Come previsto dallo stesso segretario, in piazza sono scesi manifestanti non appartenenti alla Lega, bensì esponenti delle destre estreme, da CasaPound (che dichiara la presenza di oltre 2000 militanti) a Forza Nuova, confermando dunque la svolta presa dalla lega, che trova i principali alleati europei nei nazionalisti francesi del Front National di Marine Le Pen.

La Lega Nord, dunque, nei fatti, riprende la vecchia battaglia contro l’immigrazione, affiancata in primis da CasaPound, mentre sfilano per le vie del capoluogo lombardo i manifestanti guidati da vari leader, dal già citato Salvini al vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, e ancora l’eurodeputato Mario Borghezio e il governatore leghista del Veneto Luca Zaia. Le strade appaiono, dunque, gremite di elettori, dalle quali si eleva il grido “Secessione, secessione, secessione”, i cui consensi si rivelano anche nell’ultimo sondaggio, il quale vede la Lega rappresentata sempre di più da Salvini crescere al 8,65%.

Oltre alle critiche verso l’operazione Mare Nostrum, perché le navi della Marina vanno usate per “difendere i confini e non per aiutare gli Scafisti, e descritta come “schiavista e razzista”, Salvini si espone anche su progetti internazionali, dichiarando che martedì a Strasburgo chiederà “insieme a Marine Le Pen che venga sospeso il Trattato di Shengen e che vengano controllati i confini”, mentre non mancano gli elogi per il presidente russo Vladimir Putin, definito come una persona “non pericolosa, ma lungimirante, una diga contro il terrorismo islamico” e migliore rispetto a Matteo Renzi perché “più democratico“.

Contro Mare Nostrum anche Umberto Bossi, poiché la vera difesa di fronte all’immigrazione non è “fare accordi economici”: l’integrazione di massa, infatti è possibile “se c’è lavoro:  se non c’è lavoro non è possibile l’integrazione”.

Il corteo guidato da sindaci leghisti indossanti la fascia “Stop invasione“, che da Piazza Venezia giunge fino al Duomo, si ferma davanti Palazzo Marino per inneggiare “la moschea a Milano non la vogliamo“, prima di giungere nella principale piazza del capoluogo. “Oggi nasce una Lega più grande, immensa, che non ha confini politici né geografici” ha dichiarato Mario Borghezio dal palco, sottolineando poi l’importanza della difesa dei confini e additando Alfano e Renzi come traditori, mentre dalla platea gli slogan sono i soliti: “Chi non salta clandestino è”, “Chi non salta musulmano è“, e l’immancabile “secessione”.

Non mancano le critiche, di cui Salvini stesso si fa maggiore portavoce, verso il sindaco di Milano Giuliano Pisapia: la manifestazione vuole essere anche un modo “per dare uno sfratto anticipato al sindaco visto come ha ridotto la città” afferma il segretario della Lega, che non ha mai nascosto le intenzioni di candidarsi a sindaco.

“Siamo moltissimi stasera, centomila anzi centounomila, alla faccia dei gufi di sinistra e degli sfigati dei centri sociali” sottolinea Salvini. Ma quelli che lui definisce “sfigati” hanno organizzato la contro-manifestazione di stampo antirazzista, alla quale hanno partecipato anche numerosi migranti. Partiti alle 15 (un’ora prima della manifestazione “Stop invasione” da Largo Cairoli), gli attivisti hanno attraversato le vie di Milano intonando cori contro la Lega Nord e contro la manifestazione stessa.

Il corteo è terminato in piazza Santo Stefano, dove un cordone di forze dell’ordine vigeva affinché la marcia non si prolungasse fino a piazza Duomo. Molte le testimonianze che giungono dei migranti in piazza: taluni raccontano episodi di razzismo di cui sono stati vittima, altri lamentano le lungaggini burocratiche per ottenere il permesso di soggiorno, altri ancora si esprimono contro la legge Bossi-Fini. Lo stesso sindaco di Milano ha commentato la manifestazione, asserendo che  “Milano è ed è sempre stata una città democratica che non può accettare tali atteggiamenti lesivi della dignità dell’essere umano solo perché straniero. La nostra è una città accogliente nel pieno rispetto della legalità e continuerà a esserlo”. Il corteo contro la manifestazione che ha animato Milano, si fa portavoce di un unico, forte pensiero: “Chi ama la libertà odia il razzismo”.

Morena Grasso