Nella giornata di ieri il centro di Bologna è diventato il teatro di scontro violento tra manifestanti e polizia. Una serie di circostanze concomitanti ha trasformato, infatti, una tranquilla giornata di shopping in una guerriglia urbana. Alle 17,30 di ieri era prevista una lectio magistralis nell’aula magna dell’Università bolognese, tenuta dal governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco; alle 19,30 era invece in programma un comizio di Roberto Fiore di fronte un manipolo di circa 250 militanti del partito neofascista di Forza Nuova, sul tema immigrazione. Due vicende che apparentemente avevano poco a che fare l’una con l’altra, ma tuttavia connesse per territorio, hanno scatenato i cosiddetti antagonisti provenienti dai centri sociali bolognesi in un corteo “contro l’austerity”, poi trasformato in protesta antifascista contro la manifestazione razzista dei forzanuovisti.

La manifestazione degli antagonisti, iniziata nel primo pomeriggio, è partita in corteo da piazza XX Settembre in direzione Stazione. All’altezza di via Castiglione i primi scontri con le forze dell’ordine: il tentativo non riuscito di sfondare il cordone, e raggiungere così l’aula magna dell’ateneo dove era tenuta la lectio del governatore, ha provocato infatti i primi tafferugli provocati dai manifestanti attraverso il lancio di palloncini di vernice, bottiglie e alcuni petardi nel pieno centro storico della città emiliana. La risposta della polizia non si è fatta attendere: al primo tentativo di sfondamento le forze dell’ordine hanno infatti risposto con cariche e manganellate all’altezza di via Farini, via dello shopping dove non sono mancati minuti di panico tra i passanti. Negli scontri sarebbero rimasti feriti almeno quattro manifestanti.

Ulteriori scontri si sono avuti in via Garibaldi quando il corteo ha tentato di raggiungere il presidio di Forza Nuova che si è tenuto in piazza San Domenico: il cordone della polizia, schierata a tutela del libero svolgimento del presidio di Roberto Fiore e i suoi – dove sventolava lo striscione: “Prima gli Italiani! – si è scontrato nuovamente con il corteo dei manifestanti dal quale sono volate bottiglie, fumogeni e grossi petardi. Questa volta si contano otto feriti gravi, di cui sei agenti di polizia.

Il presidio-comizio bolognese del leader ultracattolico e dell’estrema destra, organizzato in seguito agli attacchi degli antagonisti alla manifestazione delle Sentinelle in Piedi, allo scopo di respingere al mittente le provocazioni, aveva messo in stato di allerta la città.
I neofascisti di tutta la regione, ma anche lombardi e veneti, erano infatti venuti “per far sentire la forza del partito e respingere la provocazioni. Non mancano le provocazioni, durante il presidio, agli antifascisti fermati dal folto cordone della polizia. Non mancano le manifestazioni di astio nei confronti della manifestazione di Lega e Casapound a Milano, definita una pagliacciata, e contro il governo e in particolare contro il ministro dell’interno, lo “scafista” Angelino Alfano. La manifestazione nazionale contro lo Ius soli e contro l’immigrazione, è stata promossa dal leader Roberto Fiore per chiedere al governo Italiano il rimpatrio immediato degli “gli immigrati irregolari, senza lavoro o colpevoli di reati” e l’interruzione della concessione di permessi di soggiorno.

Intanto si svolge senza intoppi anche la lezione di Visco, dal quale emerge una posizione di Bankitalia sul lavoro e sulla crisi vicina alle politiche delle larghe intese renziane. Forte il riferimento alle tutele, che devono mirare a proteggere il lavoratore e non, come oggi, il posto di lavoro: questa è la posizione dei vertici della banca centrale Italiana, che vedono nella crisi il rischio di danni permanenti per il sistema. “Ci vogliono sistemi non di difesa del posto lavoro ma del lavoratore, sistemi sicurezza sociale che vanno rivisti e ripensati” ha detto il governatore: “Alcuni parlano di redditi di cittadinanza, è questione da esplorare“. Una posizione che in fondo si allinea a quella delle principali forze politiche.

Roberto Davide Saba