Al Sinodo si è conclusa la votazione del documento finale della Relatio synodi. Le innovazioni non sono state molte se si considera che sui due punti cruciali – quelli riguardanti gli omosessuali e la comunione dei divorziati risposati – non si è raggiunto il quorum dei due terzi.

Per l’ammissione alla comunione dei divorziati risposati ci sono stati 1o4 “placet” contro i 74 voti contrari. Nella Relatio Synodi si legge che “diversi padri sinodali hanno insistito a favore della disciplina attuale, in forza del rapporto costitutivo fra la partecipazione all’eucarestia e la comunione con la Chiesa e il suo insegnamento sul matrimonio indissolubile. Altri si sono espressi per un’accoglienza non generalizzata alla mensa eucaristica, in alcune situazioni particolari e a condizioni ben precise, soprattutto quando si tratta di casi irreversibili e legati a obblighi morali verso i figli che verrebbero a subire sofferenze ingiuste. L’eventuale accesso ai sacramenti dovrebbe essere preceduto da un cammino penitenziale sotto la responsabilità del vescovo diocesano. Va ancora approfondita la questione, tenendo ben presente la distinzione tra situazione oggettiva di peccato e circostanze attenuanti”.

Quorum non raggiunto nemmeno per le unioni gay, la cui votazione si è conclusa per 112 placet a 64 (agli omosessuali viene concesa soltanto la comunione spirituale). Nel documento si legge che: “Non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia’. Nondimeno, gli uomini e le donne con tendenze omosessuali devono essere accolti con rispetto e delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione.” “E’ del tutto inaccettabile – continua ancora il testo – che i pastori della Chiesa subiscano delle pressioni in questa materia e che gli organismi internazionali condizionino gli aiuti finanziari ai Paesi poveri all’introduzione di leggi che istituiscano il ‘matrimonio’ fra persone dello stesso sesso”.

Papa Francesco, al termine delle votazioni, ha tenuto un discorso a cui si sono susseguiti  oltre i cinque minuti di standing ovation. I momenti salienti del discorso di Bergoglio: “Abbiamo ancora un anno per maturare, con vero discernimento spirituale, le idee proposte, e trovare soluzioni concrete a tante difficoltà e innumerevoli sfide che le famiglie devono affrontare e dare risposte ai tanti scoraggiamenti che circondano e soffocano le famiglie.” Il pontefice ha poi continuato: “Questa è la Chiesa che non ha paura di mangiare e di bere con le prostitute e i pubblicani. La Chiesa che ha le porte spalancate per ricevere i bisognosi, i pentiti e non solo i giusti o coloro che credono di essere perfetti. La Chiesa che non si vergogna del fratello caduto e non fa finta di non vederlo, anzi si sente coinvolta e quasi obbligata a rialzarlo e a incoraggiarlo a riprendere il cammino.”

Andrea Palumbo

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Andrea Palumbo nasce in un piccolo paese dell'Alto Casertano. Laurea triennale in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II di Napoli. Attualmente studia Comunicazione Pubblica e Politica presso l'Università di Torino. A parte lo scrivere, ama la fotografia e il cibo in compagnia.