Non accennano a placarsi le increspate acque del Movimento 5 Stelle, già da tempo alle prese con una crisi europea dovuta allo scioglimento del gruppo con l’Ukip di Nigel Farage.

Beppe Grillo si è così ritrovato ad affrontare una prima, vera divergenza politica con l’amico e mentore Casaleggio, sull’opportunità di rifondare il gruppo in seno all’europarlamento o lasciar perdere lo “scomodo” alleato della destra ultranazionalista, impegnato in questi giorni in colloqui con i suoi omologhi olandesi e tedeschi.

Come se non bastasse, la spaccatura s’incunea e si allarga da Bruxelles a Roma, tutto nel giro di poche ore. Il leader 5 Stelle, incassato il colpo, ha tenuto botta anche sulla discussa manifestazione tenuta al Circo Massimo, dove un gruppo di attivisti, dopo aver pacificamente preso possesso della scena esponendo uno striscione che recitava “#OccupyPalco”, ha rivendicato la necessità di maggiore trasparenza nelle decisioni e nei meccanismi democratici che regolano il Movimento.

Un’irruzione di pochi secondi, più simbolica che pragmatica, accolta nella freddezza generale. Ma oggi, attraverso una comunicazione apparsa sul blog di Grillo, quegli stessi attivisti sono stati espulsi attraverso poche e lapidarie parole. Secondo quanto afferma Grillo, i quattro attivisti (Orazio Ciccozzi, Daniele Lombardi, Pierfrancesco Rosselli e Orazio Ciccozzi, ndr) “Hanno approfittato del loro ruolo di responsabili della sicurezza del palco di Italia5Stelle per occupare il palco stesso”, e pertanto “In rispetto per gli oltre 600 volontari che hanno dedicato il loro tempo e lavoro per il successo dell’evento Italia5Stelle, e delle centinaia di migliaia di attivisti del MoVimento 5 Stelle presenti all’evento, i 4 sopracitati sono fuori dal MoVimento 5 Stelle”.

#OccupyPalcoI volti dei contestatori appaiono cerchiati in rosso, in una foto pubblicata dallo stesso Grillo, come veri e propri bersagli di un’eliminazione. Politica, naturalmente, sebbene in rete ci si chieda cosa possa nascondersi dietro una così fulminea risoluzione. La scelta infatti non appare per nulla collegiale, difatti le espulsioni non sono state decretate da una votazione online, e sono in molti a contestare l’atteggiamento autoritario e privo di confronto. Tra chi si interroga sull’efficacia della democrazia diretta, chi sottolinea la totale mancanza di coinvolgimento della base nella decisione, chi ancora lo ritiene un grave sbaglio, adducendo metodi “fascisti” che, indirettamente, confermano la bontà della protesta inscenata al Circo Massimo, sembrano davvero in pochi a sostenere Grillo in quest’ennesima crociata.

Ma del resto, in casa 5 Stelle, sembra essere arrivato il momento di decidere “cosa fare da grandi”. La partita è aperta su più fronti, le contestazioni sono all’ordine del giorno, il leader genovese sembra non essere più quella macchina da consenso di una volta, ed emerge nitidamente la necessità di fare quadrato e ritrovare una compattezza che, anche agli occhi dell’opinione pubblica, appare smarrita. Anche a costo di rinnegare i principi fondanti che ispirarono la nascita del Movimento.

Emanuele Tanzilli