Ieri alla trasmissione “In mezz’ora” il ministro dell’Economia, Padoan, ha annunciato “Con le nuove misure messe a punto dal Governo potrebbero crearsi 800mila nuovi posti di lavoro” e, mentre gran parte di coloro che lo ascoltavano erano stupefatti dal suo ottimismo, rincarava la dose “Potremmo anche sbagliarci per difetto!”. Poche ore dopo, il segretario della FIOM, Landini, a “Che tempo che fa” ha commentato sarcasticamente “Berlusconi era stato più bravo. Ne aveva promessi un milione”, forse perché accortosi, come molti economisti, che creare 800.000 nuovi posti di lavoro è possibile ma non significa aumentare l’occupazione, considerando quante imprese chiudono in un giorno. Infatti se si creeranno i posti di lavoro promessi e, contemporaneamente, chiuderanno aziende che danno un milione di posti di lavoro, la promessa sarà mantenuta ma la disoccupazione potrebbe addirittura aumentare. La parte successiva dell’intervista sottolinea la natura pro-crescita della manovra che da stamane è al vaglio di Parlamento e Quirinale per essere discussa e approvata, dopo l’avviso del dicastero dell’Economia in cui, sostanzialmente, si chiedeva di non apportare eccessive modifiche al testo della legge di stabilità che “è concepita molto compatta nelle sue componenti e cifre, che devono restare invariate”.

Padoan ha aggiunto che “smetteranno di guadagnarci gli evasori”, ma non ha specificato attraverso quali misure: forse sarebbe stato opportuno annunciarlo dopo che uno studio inglese ha rilevato che non abbiamo, come si pensava, 90 miliardi di evasione annuale, bensì 180. Ha specificato che “ci guadagneranno i redditi bassi”, ma non ha parlato nello specifico di come questo potrà accadere né del bonus bebè annunciato ieri da Renzi, che è stato liquidato dalla leader della CGIL Susanna Camusso con un “Non capisco perché non ci si occupi organicamente della povertà”, sottolineando come il Governo viva di slogan piuttosto che di pianificazione di politiche settoriali specifiche. La vera notizia è che non ci sono più smentite su una manovra correttiva, anzi in un punto dell’intervista il Ministro ha dichiarato che “se il PIL non cresce il quadro di finanza pubblica ovviamente si deteriora”, un tecnicismo per dire che se non ci sarà aumento del PIL o non rispetteremo le stime di crescita, ci sarà una manovra correttiva. Un’altra dichiarazione interessante è stata quella sugli sgravi fiscali in quanto, oltre agli 1,9 miliardi previsti dalla legge di stabilità, ci saranno risorse aggiuntive per gli imprenditori che creeranno posti di lavoro e la conclusione è stata un appello agli imprenditori: “Ci sono sgravi molto significativi, lo ha detto anche Squinzi. Adesso investite e create occupazione”.

Intanto, proprio in virtù del Jobs act e di quanto previsto nella legge di stabilità, la CGIL ha organizzato una manifestazione nazionale prevista il 25 ottobre a cui, secondo un sondaggio Tecné, parteciperanno un milione di persone. I dati ufficiali parlano di un’affluenza di 2300 pullman, una nave, vari pullman richiesti da altre nazioni e sette treni straordinari e Camusso, riferendosi anche a quanto detto ieri da Padoan, precisa: “I numeri li hanno sempre dati loro. Io mi aspetto , e sono sicura, che sarà una manifestazione ricca di donne ed uomini ma soprattutto di giovani”. Secondo il sondaggio lo slogan scelto “Lavoro, dignità, uguaglianza, per cambiare l’Italia” piace al 70% degli Italiani e al 79% degli iscritti al sindacato. Il segretario CGIL ha aperto alla presenza di tutti coloro che appoggiano lo slogan e i valori della manifestazione, come i dissidenti dem, fra i quali Stefano Fassina che sarà a Roma il 25 ottobre. Aggiunge anche che “la legge di stabilità non cambia il quadro sulla disoccupazione perché, se guardiamo la nota di aggiornamento, prevede il tasso di disoccupazione ancora all’11,2% nel 2018” chiudendo con una protesta sulla legge di stabilità di cui si vantava ieri Padoan “senza investimenti, pubblici e privati, vedo difficile ridurre di un terzo la disoccupazione”, facendo eco al segretario FIOM Maurizio Landini che da Fazio aveva tuonato “Dove sono le misure per combattere l’evasione fiscale, la corruzione, cancellare la riforma delle pensioni?”

Non si esclude la possibilità di uno sciopero generale qualora CISL e UIL si uniscano alla protesta contro il Governo.

Ferdinando Paciolla