L’Opera Romana sembra, ormai, destinata a cadere sempre più nella disperazione e nella crisi, con la conferma dei licenziamenti dei membri dell’orchestra e del coro.

Tutto è partito con le dimissioni del celebre maestro Riccardo Muti dall’Opera di Roma, o almeno è partita la fine.
Infatti il maestro Muti non si era dimesso per caso, ma perchè secondo lui: «Non c’erano le condizioni per garantire la serenità necessaria» facendo chiaro riferimento ai troppi scioperi sindacali della scorsa stagione.
Il maestro venne seguito a ruota dal coreografo belga Micha van Hoecke, e “capito” dal Ministro Franceschini, il quale aveva dichiarato:

Spero che questo serva a capire che bisogna gestire in modo moderno, che la tutela dei diritti sindacali sacrosanta non può diventare un ostacolo alla modernizzazione per la crescita, per la competizione globale, perchè la competizione c’è anche in questi campi“.

Dopo queste dimissioni, che avevano colpito tutta Italia, all’Opera di Roma i sindacati non mollarono la presa continuando a indire scioperi del personale, costringendo il consiglio d’amministrazione, d’accordo col presidente della regione Lazio Zingaretti, il Ministro del Turismo Dario Franceschini e il sindaco di Roma Ignazio Marino, a esternalizzare il coro e l’orchestra del Teatro.
A detta del Sindaco della Capitale, queste 182 unità di personale avrebbero fatto risparmiare all’Opera 3,4 milioni di euro.

A seguito di questo fatto, il consiglio d’amministrazione aveva deciso di fare un passo indietro sui contenuti dell’operazione dicendo che l’Opera «Non intende lasciare nessuno a casa», infatti Carlo Fuortes (sovrintendente dell’Opera) disse che arrivando a due soggetti autonomi formati da orchestrali e coristi, il Teatro avrebbe potuto stipulare contratti per quattro anni anche replicabili.
Però, per ottenere lo stesso stipendio, coro e orchestra avrebbero dovuto lavorare il venti percento in più.
A queste parole sono seguite le grida dei sindacati, che minacciarono la mobilitazione nazionale.

Ed è con queste premesse, che, oggi, è stato confermato il licenziamento di 182 membri dell’orchestra e del coro.
Delusione davanti al Teatro alla notizia tra una ventina di lavoratori dell’Opera riuniti per un sit-in di sostegno ai sindacalisti con magliette bianche con una nota musicale nera.

Federico Rossi