Nubi sul calcio italiano. Stavolta però non si tratta di prestazioni sul campo, polemiche su arbitraggi o partite truccate, ma di faccende private che sfiorano e coinvolgono il mondo del football di casa nostra perché riguardano due vecchie glorie del nostro campionato, vale a dire Fabio Cannavaro e Robinho.

FRODE FISCALE – È questa l’accusa formulata dal Gip del Tribunale di Napoli nei confronti dell’ex pallone d’oro, Fabio Cannavaro, il quale si è visto sequestrare beni per 900 mila euro dalla Guardia di Finanza della città partenopea. Misura legata all’indagine sulla Fd Service srl, società di noleggio di lussuose imbarcazioni che l’ex campione del mondo gestiva con sua moglie: Daniela Arenoso. Complessivamente sono 4 le persone indagate: oltre a Fabio Cannavaro e Daniela Arenoso, risultano essere sotto inchiesta anche un cognato di Cannavaro ed Eugenio Tuccillo. L’Agenzia delle Entrate napoletana ha scoperto che l’ex capitano della nazionale e consorte usavano tre imbarcazioni della società (un Pershing 62 denominata Massivis, un Pershing 76 Chriman Naples e un Pershing 72 Chriman II) per fini personali, anziché per il noleggio, attività per cui era stata costituita la società. I controlli fiscali hanno inoltre accertato il mancato corrispettivo di alcune annualità delle imposte Iva, Irap e Ires, per un valore complessivo di un milione di euro.

Inoltre Cannavaro è stato denunciato anche per dichiarazione fraudolenta tramite artifici. Sebbene il rappresentante legale della FD Service srl sia Daniela Arenoso, per gli inquirenti risulta essere proprio Fabio Cannavaro l’amministratore di fatto della società, il quale avrebbe ceduto a Tuccillo le quote della società durante la verifica fiscale dei finanzieri, per poi metterla poco dopo in liquidazione, pur non avendo il Tuccillo un reddito adeguato per rilevarne le quote. La Guardia di Finanza di Napoli ha quindi sequestrato all’ex campione del mondo 2006 un’imbarcazione Itama 38 del valore di circa 180 mila euro e svariate migliaia di euro sui conti correnti bancari.

STUPRO DI GRUPPO – Totalmente diversa è l’accusa rivolta all’ex rossonero Robinho. La squadra mobile della questura di Milano sta indagando sul calciatore ora in prestito al Santos, per aver preso parte allo stupro di una ragazza brasiliana di 18 anni nel gennaio del 2013, insieme ad altre due persone.

Stando al racconto della ragazza, l’incontro sarebbe avvenuto casualmente in un ristorante milanese, dove il calciatore si trovava a cena in compagnia della moglie e di un gruppo di amici. Ad un altro tavolo, la giovane brasiliana in compagnia delle amiche. Complice un po’ di alcool di troppo, sarebbero partiti segnali di interesse nei confronti di Robinho e i suoi amici. Uno di loro si sarebbe messo d’accordo con le ragazze di aspettare che il calciatore riaccompagnasse a casa la moglie per poter mescolare le due compagnie. Una volta tornato l’ex milanista, la serata tra i due gruppi sarebbe proseguita, ma pian piano il gruppo delle ragazze è andato via lasciando da sola la presunta vittima. Tempo ed alcool dopo, Robinho e due suoi amici si sarebbero appartati nel retro del locale con la ragazza, abusando di lei.

I tempi della vicenda hanno lasciato non pochi interrogativi agli inquirenti. La denuncia è arrivata molto tempo dopo il presunto stupro, ben sei mesi. Serpeggia forte il dubbio che qualcuno abbia visto la possibilità di “guadagnarci” su una notte di sesso, alcool e ricordi confusi con un personaggio ricco e famoso – e per di più sposato quindi maggiormente interessato a mettere a tacere la vicenda- ,considerato il tempo trascorso tra il presunto fatto e la denuncia.

Ora le indagini sono passate al PM Alessia Miele, magistrato del dipartimento che si occupa di reati sessuali, dopo che aveva indagato il pm Stefano Ammendola (che nel frattempo ha lasciato l’ufficio giudiziario meneghino), il quale ne aveva chiesto l’arresto ad un anno e mezzo dai fatti. Richiesta rigettata dal gip Alessandra Simion per mancanza di esigenze cautelari : Robinho, tornato in Brasile, non può inquinare le prove, e inoltre non ha precedenti penali. Benché un caso analogo si era abbattuto su di lui quando giocava al Manchester City. Nel 2009 fu arrestato per una violenza sessuale in un night club di Leeds. Fu rilasciato su cauzione, ma aveva sempre negato ogni accusa, e in fase processuale in effetti fu assolto.

Fonte immagine in evidenza : tuttosport

Michele Mannarella