Una buona notizia sul fronte ebola:
dopo la guarigione dell’infermiera spagnola, anche Ashoka Mukpo, l’operatore dell’emittente americana Nbc che aveva contratto l’ebola in Liberia, è ormai pronto ad essere dimesso tra poche ore, dopo che i vari test fatti hanno confermato che non è più malato.

L’operatore della Nbc, quindi, potrà tornare a casa già oggi, come il comunicato del Nebraska Medical Center, dove era stato curato Ashoka Mukpo, ha dichiarato guarito.
L’ospedale, inoltre, ha aggiunto che “un test del sangue negativo ha confermato che che Ashoka Mukpo non ha più tracce del virus e quindi può tornare a casa“.

L’operatore della Nbc è il secondo paziente che è stato curato in questa unità, mentre il primo, il dottor Richar Sacra, era stato dichiarato guarito il 25 settembre.

Inoltre, in attesa che vengano prodotti sufficienti vaccini contro l’Ebola, in Liberia sarà disponibile, in poco tempo, il siero prodotto grazie al sangue delle persone guarite.
Ciò è stato dichiarato dagli esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità, da Ginevra, come Marie Paule Kieny, che ha affermato che, seppur i vaccini saranno pronti per il gennaio 2015, sono state attivate “delle partnership per riuscire nei tre Paesi” più colpiti, ovvero Liberia, Guinea e Sierra Leone, per “estrarre in sicurezza il plasma e a prepararlo in modo tale che possa essere usato per il trattamento degli infetti“.

La soluzione, ovviamente, si è rivelata utile in molti casi, seppur vi sono ancora dubbi e incertezze su quanto siero sarà disponibile e se potrà rispondere alle necessità dei paesi più colpiti, anche se, per Marie Paule Kieny, la partnership “si sta muovendo molto rapidamente in Liberia e e speriamo che nelle prossime settimane apposite strutture saranno pronte per prelevare e trattare il sangue in modo” che possa essere utilizzato.

Nel frattempo il Presidente Americano Barack Obama riceverà alla Casa Bianca Ron Klain, che è stato incaricato, il 17 ottobre scorso, di coordinate le mosse contro l’ebola negli Stati Uniti e la risposta nei tre paesi più colpiti in africa dell’Ovest.
L’obiettivo del supercommissario è quello di attuare “una risposta aggressiva, efficace e coordinata” da parte del governo Americano.

Fabio Scala