NAPOLI – Il Consorzio Sole avrebbe presentato dei progetti esecutivi per la ristrutturazione finalizzata al riutilizzo di beni confiscati in quattro comuni dell’hinterland partenopeo. I comuni in questione sarebbero Casalnuovo, Pomigliano, Villaricca e Torre del Greco(alcuni beni, però, sono confiscati anche a Napoli) ma, a quanto pare, nonostante i progetti la situazione rimane immobile.

Questa è l’accusa che ha lanciato il presidente della commissione regionale beni confiscati Antonio Amato a seguito di un’audizione con i referenti del Consorzio stesso, il commissario regionale antiracket Malvano, i consiglieri regionali Gabriele, Sala e Consoli. La preoccupazione più grande è che i finanziamenti di 10 milioni erogati dal Consorzio Sole vadano persi se non spesi entro la fine di ottobre.

«Ancora una volta assenti rappresentanti e funzionari della giunta Caldoro, siamo ormai fuori da ogni legittimità democratica», dice Amato. «La giunta si sottrae a qualsiasi confronto e impedisce i controlli sui propri atti, anche e soprattutto quando si affronta il tema della spesa dei fondi europei legata alle politiche di sicurezza e legalità non ci sono assessori, a funzionari e dirigenti viene negata la possibilità di intervenire. Anche a seguito di una nota del Capo di Gabinetto di Caldoro che obbliga un’autorizzazione questa, puntualmente, non viene rilasciata. Siamo al disprezzo della democrazia di chi si sottrae consciamente alla verifica delle proprie responsabilità».

Ma la Regione ribatte: «In riferimento alle notizie diffuse dal presidente della Commissione regionale Beni confiscati Antonio Amato, secondo cui la Giunta regionale non riuscirebbe “a produrre gli adempimenti necessari” per l’erogazione di 10 milioni di euro al Consorzio Sole per la ristrutturazione di beni conferiti ad esso», l’ufficio di Giunta regionale «precisa che per accedere ai finanziamenti comunitari con le modalità previste dall’accelerazione della spesa i progetti, che allo stato non risultano agli atti degli Uffici, debbono essere esecutivi e cantierabili. Per quanto riguarda poi il rischio che i fondi “vadano persi se non verranno spesi entro fine ottobre”, l’affermazione non corrisponde al vero né sul piano temporale, né su quello sostanziale, in quanto fino ad oggi sono stati rispettati tutti i target di spesa».

Camilla Ruffo