NAPOLI – Prosegue il calvario per l’ex-sindaco Luigi De Magistris. 

Sospeso dalla carica di primo cittadino, dopo la condanna in primo grado per abuso d’ufficio, in virtù della legge Severino sull’anticorruzione, aveva fatto ricorso al Tar per incostituzionalità della stessa.
<<Sono onesto fino al midollo, questo è regime>> – aveva dichiarato giorni fa –  << Siamo fiduciosi nei ricorsi che avvieremo. Torno presto.>>

Ma il Tar prende tempo e ci vorrà ancora una settimana prima di scoprire la sorte di questo ricorso. <<Il quesito è di grande complessità giuridica>> – spiega Cesare Mastrocola, presidente della prima sezione del Tar <<La vicenda merita una sentenza motivata per non dare falsi segnali. Questo richiederà qualche giorno in più . Credo sia la scelta migliore per un collegio che ha il coraggio di decidere.>>

De Magistris, durante la giornata di ieri, si è recato nel tribunale di Piazza Municipio, accompagnato dai suoi legali e dagli avvocati del Comune, costituitosi in sua difesa in adiuvandum. In opponendum, invece, si sono riuniti gli avvocati Alberto Saggiomo e Manfredi Nappi.
A presiedere la camera di collegio, c’era il giudice Cesare Mastrocola. Dopo circa tre ore di discussione, l’ex pm si è riunito con i suoi legali.
Gli avvocati Nappi e Saggiomo hanno dichiarato: <<A nostro parere il giudizio andava proposto innanzi il Tribunale ordinario e non al Tar>>, –  riferendosi all’eccezione preliminare sul difetto di giurisdizione; hanno ribadito, inoltre, l’eccezione sull’infondatezza delle questioni di incostituzionalità della legge Severino, sottolineando come siano già state respinte da precedenti Tribunali amministrativi ed ordinari.
Al termine della discussione, il Collegio ha deliberato di provvedere direttamente con sentenza.

<<Il Tar potrà decidere in due modi: aderire alla nostra accezione preliminare sul difetto di giurisdizione, dichiarando il ricorso inammissibile>> – spiega Nappi, riferendosi alla decisione del Collegio <<Oppure, accogliere o respingere il ricorso del sindaco nel merito, ossia valutando la fondatezza delle cesure sollevate contro il provvedimento del Prefetto.>
La difesa di De Magistris continua a sostenere che la legge sulle incompatibilità e incandidabilità non sia applicabile a quest’ultimo, poiché il reato per il quale è stato condannato non riguarda il mandato di sindaco, ma un’attività svolta quando era in magistratura.
In caso di rigetto del ricorso, l’ex sindaco potrà appellarsi al Consiglio di Stato.

Chiara Esposito