Immaginiamo un bambino dotato di una fervida immaginazione e una certa intelligenza. Crea da solo i suoi giochi; magari per la maggior parte essi prendono forma solo nella sua mente perché troppo ambiziosi per essere realizzati concretamente; attorno al nostro bambino si accumulano disegni su disegni pieni degli scarabocchi delle sue creazioni.

Poi date 200 milioni di dollari al bambino diventato adulto nella forma esteriore (per quanto riguarda quella interiore non si può essere certi). Ecco Guillermo del Toro e il suo Pacific Rim.

Tappando la bocca a chi preoccupato borbottava che del Toro si era dato ai robottoni di Michael Bay, Pacific Rim si è rivelato essere un film di intrattenimento che, seppur mostrandosi come l’opera di un ragazzone che se la gode alla macchina da presa, è sensato dall’inizio alla fine, semplice e libero da patriottismi o egocentrismi vari di eroi che salvano il pianeta da soli (a partire dalla necessità di avere due persone a controllare i movimenti del Jaeger, per non parlare poi della numerosissima squadra che ci vuole per metterne uno in funzione).

E insomma, il film è piaciuto. Più in Giappone e da noi in Europa che negli Stati Uniti, a dire il vero.

In primavera era stato annunciato che presto sarebbero state avviate le riprese di un secondo capitolo. Certo, a questo punto ci si potrebbe chiedere se ce ne sia bisogno, di un sequel, e se non sia meglio fermarsi qui, senza sfruttare il fenomeno fino a usurarlo. Ma si fa presto a rispondere: molto meglio che i quattrini vadano a del Toro piuttosto che a… – inserite il nome di un regista che odiate.

Il ragazzone, in più di un’intervista, aveva assicurato che avrebbe reso Pacific Rim 2 qualcosa di diverso dal precedente capitolo: alcuni personaggi non sarebbero comparsi, alcuni avrebbero avuto qualche sviluppo interessante, e soprattutto ne sarebbero stati introdotti di nuovi. Insomma, non c’è da aspettarsi un ristagnamento in qualcosa di già collaudato. Che lo si assicuri con così tanta insistenza fa ben sperare.

Ancora non soddisfatto, del Toro ha anche cominciato a bisbigliare di voler arrivare a un terzo film. C’è da aver fiducia nella sua perseveranza, nonostante Hellboy 3 sia morto prima ancora di nascere. In occasione del Comic Con 2014, con la sua solita espressione bonaria, aveva confessato di aver continuato a lavorare al capitolo finale del suo personale cinecomic, senza però che glielo finanziassero o ne mostrassero almeno l’intenzione.

Speriamo che quest’altra potenziale trilogia, invece, riesca a trovare compimento.

A conferma del fatto che con Pacific Rim il nostro Guillermo ci si sta divertendo, infine, è stata annunciata l’intenzione di realizzare una serie animata di 13 episodi che collegherà il primo film al secondo. Sarà per lui un’occasione per esplorare il drift (la connessione mentale fra i due “piloti” del Jaeger), la tecnologia utilizzata dagli umani, l’arco evolutivo dei Kaiju, e tutti quei particolari molto interessanti che nella realizzazione cinematografica non aveva fatto in tempo a sviscerare.

Perché tutto ciò avvenga realmente, bisogna sperare che questo secondo capitolo ottenga incassi maggiori del primo: appuntamento quindi al 2017, e più precisamente al 7 aprile, data provvisoria dell’arrivo in sala di questo già ferocemente atteso Pacific Rim 2!

Chiara Orefice