Craig Spencer, medico della New York Presybterian Hospital, che era partito come volontario di Medici Senza Frontiere (MSF) in Africa per combattere il virus Ebola, è ritornato 10  giorni fa a New York dalla Guinea e, dopo essere andato in ospedale giovedì a causa di alcuni sintomi, è stato confermato essere il quarto caso di Ebola negli Stati Uniti dopo quelli di Dallas, in Texas, e il primo nella Grande Mela.

Avrebbe preso la metropolitana e avrebbe cominciato a sentirsi male mentre faceva jogging, riporta la BBC, prima di essere portato nel Bellevue Hospital, dove attualmente è ricoverato e tenuto in isolamento. Oltre a tenere il suo appartamento sigillato, le autorità hanno messo sotto osservazione quattro persone, tra cui la fidanzata del dottore e due suoi amici, con cui è stato in stretto contatto.

Preoccupazione e paura sono cresciute nella città che conta più di 8 milioni di abitanti, ma le autorità hanno rassicurato i cittadini che le probabilità di contagio sono minime e che dopo Dallas si sono prese alcune misure preventive per fronteggiare il possibile arrivo di contagiati. Il Presidente Barack Obama ha dato rassicurazioni mettendo a disposizione “qualsiasi supporto federale necessario“. Lo stesso sindaco Bill de Blasio ha dichiarato che “non c’è ragione per i newyorkesi di essere allarmati” e ha ricordato che “l’Ebola è un virus molto difficile da contrarre. I newyorkesi che non sono stati esposti a fluidi corporei delle persone infette non corrono alcun rischio“. Anche il governatore Andrew Cuomo ha dichiarato che “non è una circostanza inaspettata“.

Attualmente si contano circa 4800 vittime del virus che ha colpito principalmente gli abitanti dei paesi dell’Africa occidentale e alcuni volontari, tra cui un missionario morto in Spagna e 244 operatori sanitari dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO). Negli Stati Uniti il primo caso è stato un nativo della Liberia in viaggio a Dallas a cui seguirono due infermiere dell’ospedale dove fu ricoverato. Sempre giovedì in Mali è stata confermata la prima vittima del paese, una bambina di due anni, che aveva passato il confine con la Guinea.  Al momento il WHO sta sperimentando possibili vaccini contro il virus.

 Massimo Liccardo