Undici agenti della polizia irachena sono stati ricoverati in ospedale dopo un attacco con armi chimiche dell’ISIS. Il Ministero della Difesa e i medici hanno confermato che il gas in questione era cloro.
Secondo le testimonianze degli agenti al Washington Post, gli jihadisti hanno fatto esplodere un ordigno che ha scatenato una massa di fumo giallo aleggiante vicino al suolo (il che ha fatto subito sospettare fosse cloro, il quale è più pesante dell’aria). Gli agenti sono tuttora in cura, ma sono tutti sopravvissuti.
Questo è il primo attacco ufficialmente documentato dell’ISIS con sostanze chimiche, ma non è la prima volta che il Califfato viene accusato di aver usato il cloro negli attacchi svolti in Siria e in Iraq. Nelle ultime tre settimane due rapporti simili uscirono su Kobane, dove i militanti jihadisti stanno combattendo le forze curde da oltre un mese. Molti civili sono stati portati in un vicino punto di soccorso lamentando lacrime agli occhi, mal di testa e bruciature sulla pelle, ma i medici di Kobane non hanno potuto chiarire la natura dei malesseri a causa della mancanza delle attrezzature necessarie.
Il cloro non è vietato dalla Convenzione di Ginevra, ma ciò non vuol dire che non sia pericoloso. Il primo segno rivelatore di un attacco di cloro è di solito la reazione delle vittime, e i sintomi includono una sensazione di bruciore in gola e negli occhi, forti mal di testa, vomito e una sensazione di soffocamento. Tutti sintomi confermati da uno dei feriti, il tenente Khairalla al-Jabbouri: “Mi sentivo soffocare”, ha detto, “mi sono gettato a terra e non riuscivo a respirare.”
Il cloro è un composto chimico usato in tantissimi ambiti e facilmente reperibile in qualunque parte del mondo, e le bombe rudimentali usate dall’ISIS sono state spesso realizzate mescolando esplosivi convenzionali con cilindri di composti del cloro utilizzati normalmente per la purificazione dell’acqua. Secondo alcune indiscrezioni riportate dalle agenzie di stampa, gli insorti avrebbero piazzato ordigni esplosivi su camion cisterna o su autocarri con i cassoni ribaltabili pieni di cloro, trasformando i veicoli in gigantesche bombe chimiche mobili.

Giacomo Sannino